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Il Cosenza è uno zonkey

Il Cosenza è uno zonkey

 – l’editoriale di Piero Bria –
Ad oggi possiamo ritenerci molto soddisfatti del percorso fin qui fatto. Lo ribadiamo: è come se un’utilitaria riuscisse a mantenere il passo di vetture più quotate e di cilindrata superiore. 

Non sono sorpreso del primo tempo del Cosenza, dell’atteggiamento della squadra e del suo modo di disporsi in campo. Il Cosenza di Roselli è una sorta di zonkey (uno strano incrocio tra un asinello e una zebra). I silani sono stati istruiti e costruiti per essere una squadra quadrata, che concede poco e con pochi concetti di base utili ad ottenere il risultato (ecco perché tanti pareggi). Brava a chiudersi per poi ripartire. Del resto basta vedere quanto avvenuto fino ad ora per capacitarsi di quanto finora precisato. Il Cosenza non è una squadra ammazza campionato e nessuno ha mai chiesto a Roselli di esserlo. Siamo partiti con un obiettivo: migliorare il campionato scorso. Salvezza innanzitutto e poi un posto nei play-off qualora sia possibile. Del resto i silani hanno una rosa risicata, giovane e qualitativamente inferiore ad almeno un terzo delle squadre che compongono il girone C di Lega Pro.
Ad oggi possiamo ritenerci molto soddisfatti del percorso fin qui fatto. Lo ribadiamo: è come se un’utilitaria riuscisse a mantenere il passo di vetture più quotate e di cilindrata superiore.
In questo caso i complimenti vanno anche fatti al conducente e a chi è riuscito a garantire una determinata andatura.  Poi è normale che i nostri giudizi vadano più nel dettaglio. E più precisamente alla gara di Foggia. Un primo tempo da asinelli, un secondo più da zebre. Ecco perché il Cosenza somiglia ad uno zonkey. Una doppia faccia che non è preoccupante perché i silani conoscono i propri limiti e non si concedono con facilità agli avversari. Diciamocelo chiaramente: finora non siamo mai stati spumeggianti e probabilmente non lo saremo mai perché nel nostro DNA non ci sono accelerazioni, verticalizzazioni, gioco senza palla. Noi siamo attendisti, giochiamo senza strafare e cercando con la semplicità di arrivare al gol.
Chi si lamenta vuol dire che non conosce la realtà e la natura di questa squadra. Dopo quattro mesi (quasi mezza stagione) siamo in una zona importante di classifica. Chiedere di più in determinate condizioni è davvero troppo. Si rischia solo di chiedere ad uno zonkey di essere un cavallo di razza. E allora si che rischieremmo brutte figure.

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