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Gravina presenta il suo programma: “E’ per le idee e il cambiamento”

Gravina presenta il suo programma: “E’ per le idee e il cambiamento”

Il candidato alla poltrona di presidente di Lega Pro sottolinea: “Io amo navigare in mare aperto. Ci sono delle interferenze che non dovrebbero esserci da parte di personaggi che chiamo pozzangheristi.

Centoquarantaquattro pagine in cui ha indicato le sue “Idee per il cambiamento”. Con un programma “completo e non utopico” Gabriele Gravina ha ufficializzato ieri a Roma la sua candidatura alla guida della Lega Pro per “abbandonare la stagione dell’ipocrisia”. “Ci sono delle interferenze che non dovrebbero esserci – spiega -. Convocazioni di pseudo personaggi che non hanno nulla a che vedere con la Lega. Li chiamo pozzangheristi. Mentre a me piace lavorare in mare aperto con rotte sicure ed obiettivi da centrare tutelando gli interessi della componente che mi ha sempre voluto come consigliere federale”. Gravina poi libera il campo da chi insinua che ci possano essere accordi politici con il patron della Lazio, Claudio Lotito. “Chi conosce i miei rapporti con Lotito non li può ipotizzare – puntualizza -. Non capisco cosa c’entri Lotito con la Lega Pro. Io nel mio piccolo sto cercando di fare attività di programmazione. La candidatura è un diritto, oggi è un dovere verso chi ha creduto in me, costi quel che costi. Lotito con me non ha nulla a che vedere. Seguirò la mia strada per cambiare l’ordine precostituito che sta cercando di invadere la Lega Pro in tutti i modi e ad ogni prezzo. Li contrasterò con tutte le mie energie”. Negli altri candidati – Raffaele Pagnozzi e Paolo Marcheschi – che sfiderà il 22 dicembre, invece “ho notato scarsa conoscenza della materia – rileva Gravina -. Io il candidato più inviso a Tavecchio? Questo dovete chiederlo a lui, io so di avere tante simpatie, qualche antipatia ci può anche essere”. Il candidato apre poi alla possibilità di dimettersi da consigliere federale, ma soltanto dopo l’elezione. Auspica comunque che non ci sia “una strumentalizzazione politica per portare a casa qualche voto in più”. Le parole d’ordine del suo programma sono “partecipazione, organizzazione e sostenibilità”. “L’obiettivo – spiega – è la centralità dell’importanza dei presidenti di società”. Tra gli obiettivi punta ad “ampliare i playoff fino al decimo posto in graduatoria ed i playout per le ultime cinque”; precisa che la riforma dei campionati “deve essere fatta nell’ambito di una riforma federale più ampia” ed è favorevole alle seconde squadre “ma con dei paletti”. “Quante socieà penso di avere dalla mia parte? Come condivisione del percorso, 54 (tutte, ndr) – sottolinea sorridendo – il consenso comunque mi sembra consistente”. (ansa)

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