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“Bentornati Sconvolti”, poi le pietre. Che paura per Riccardo Scamarcio quella volta al San Vito

“Bentornati Sconvolti”, poi le pietre. Che paura per Riccardo Scamarcio quella volta al San Vito

L’attore era nel pullman di supporter dell’Andria che nel 1998 “per errore” fu fatto oggetto di una sassaiola. Undici anni dopo raccontò l’episodio tornando in città.

Le tifoserie di Cosenza ed Andria non hanno avuto mai motivi per essere ostili, anzi negli anni si sono ritrovate su posizioni comuni su diverse tematiche. Le prime volte che si incrociarono nacque anche una piccola simpatia tra le parti, tanto che i Nuclei Sconvolti versione 2.0 e i New Blue Generation chiacchierarono spesso in armonia. Fu con questo spirito che il 4 ottobre del 1998 una cinquantina di fan pugliesi si presentarono al San Vito nel settore ospiti. Era il Cosenza di Giuliano Sonzogni, fresco del blitz al San Paolo di Napoli e della meravigliosa partita con la Lazio di Vieri e Salas all’Olimpico. Il mercato autunnale portò Scaringella in dote al tecnico bergamasco, centrocampista che non lasciò traccia in rossoblù, ma che proprio insieme al suo allenatore sarebbe stato un ex poco gradito ai tifosi della Fidelis. Entrambi, infatti, non riuscirono ad evitare una bruciante retrocessione nel torneo ’95-’96. I fan biancazzurri lo chiarirono subito ai loro colleghi della Sud: “non prendetevela più di tanto se ci mostreremo ostili nei loro confronti, ma il rispetto verso di voi è vivo”. Parole supportate dai fatti con uno striscione srotolato durante il match, che ricevette l’applauso di tutto lo stadio. “Bentornati Sconvolti” scrissero su un lenzuolo bianco (foto shartella), sorridendo alla scelta del tifo dei Lupi di ricostituire il gruppo storico. Sul campo segnarono Morrone e Marcatti inchiodando il punteggio sul 2-0 e, come anticipato, non mancarono gli insulti verso i due odiati ex. A qualcuno la cosa non piacque per nulla e, incurante del gesto di stima compiuto dagli ospiti, passò alle vie di fatto nel post-partita lanciando qualche sasso verso il bus degli andriesi che mandò in frantumi un paio di finestrini. A questo punto della storia, entra in scena un ragazzo 19enne, belloccio, ma un po’ ribelle che stava per prendere il diploma in ragioneria dopo aver cambiato tante scuole. Riccardo Scamarcio era a bordo di quel pullman con la sciarpa biancazzurra al collo e con il timbro di voce ancora non indirizzato al cinema. Non aveva David di Donatello nello zainetto, ma un panino e una bottiglia di vino pronti all’uso. Insomma, “armi” convenzionali per chi segue in trasferta la propria squadra. Tornò a Cosenza undici anni dopo e ad accoglierlo c’erano centinaia di ragazzine in delirio, ignare dello spavento preso dal loro idolo qualche tempo addietro. Cinema Citrigno, Primavera del Cinema 2009. A cena, con l’ex vicepresidente dei Lupi ricordò quel pomeriggio col sorriso sulle labbra sottolineando come in molti capirono immediatamente che si trattò di gesti isolati di singoli e non attribuibili alla tifoseria dei Lupi. Domenica al Marulla Scamarcio non ci sarà, ma non c’è dubbio che chiederà subito dopo il 90’ “Scusi, che ha fatto l’Andria?” e magari ripenserà a quelle schegge impazzite sui sedili. (Antonio Clausi)

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