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Biccio, Statella e tanti flop. Cosenza, storia degli ultimi cinque mercati invernali

Biccio, Statella e tanti flop. Cosenza, storia degli ultimi cinque mercati invernali

Nell’era Guarascio le sessioni di riparazione hanno spesso riservato arrivi poco incisivi. Ma Arcidiacono e Statella furono decisivi per centrare gli obiettivi del club.

Nelle ultime cinque sessioni di calciomercato invernali, sono davvero pochi quei calciatori che hanno lasciato il segno al Marulla. A transitare dalla Sila si sono susseguiti elementi di cui si è persa ogni traccia e che ora militano in categorie dilettantistiche. Gli unici ad avere inciso veramente sono due esterni, capaci in modo differente di spaccare le partite. Se con Biccio Arcidiacono i Lupi sbaragliarono tutti fino a vincere i playoff di D, grazie al contributo di Statella Roselli visse una seconda parte di stagione esaltante. Ecco, però, come sono andate le cose negli ultimi tempi, fino ad arrivare a gennaio 2011.

2014-2015. L’ultima sessione invernale di calciomercato viene ricordata come quella del grande “no” del Cosenza a Calderini per il trasferimento al Lecce. Partirono Alessandro, Sassano, Mosciaro e Bertolucci. Al loro posto furono ingaggiati Serpieri, sfortunato difensore scuola Lazio, e Peppe Statella.

2013-2014. In Seconda divisione il protagonista della sessione di mercato invernale fu Gigi Condò dopo che Guarascio aveva già rotto con Ciccio Marino bloccandone ogni operazione. Agli ordini di Cappellacci arrivaronola punta Chinellato dal Sud Tirol, il mediano Asante dal Grosseto e l’ala sinistra Partipilo dal Bari. Non incise nessuno e a fine stagione tornarono a tutti casa.

2012-2013. E’ l’annata forse che regalò maggiori rimpianti perché, con il Cosenza in vetta alla classifica dopo il successo sul Messina schiacciasassi dei Lomonaco, Guarascio disse no ad aumentare la somma da destinare al mercato. Fiore e Leonetti avevano individuato in Perina e Cavallaro (sì, proprio loro!) i rinforzi per dare l’assalto alla Lega Pro, ma Gagliardi dovette fare di necessità con la punta esterna Giovanni Foderaro, col portiere Alessandro Cutrupi e col terzino Filidoro. Arrivò pure un altro Cavallaro, ma era un laterale destro.

2011-2012. Il neonato Cosenza di Eugenio Guarascio non riuscì a portarsi in testa alla classifica così come speravano i tifosi. Fiore e Leonetti, tuttavia, misero mano con concretezza alla squadra. Grazie alla rescissione dell’attaccante Tedesco e senza mai sforare il risicato budget a disposizione, arrivarono a disposizione di Patania il talentuoso Pietro Arcidiacono, Andrea Marano e Giovanni Longobardi che condussero i Lupi, a suon di gol e giocate, a vincere i playoff.

2010-2011. Erano i tempi in cui la famiglia Pagliusò lasciò in mano all’amministratore unico Eugenio Funari ciò che restava del glorioso Cosenza Calcio 1914. Prima dell’addio, tuttavia, Luca Pagliuso concluse in extremis alcune operazioni in entrata per far fronte alle pesanti partenze di Wagner, Mazzeo, De Rose, Coletti, Di Bari, Fanucci, Petrocco e Raimondi. Arrivarono al San Vito il portiere Marino, i difensori Thackray, Scarlato, Cotroneo e Fernandez e i centrocampista Aquilanti ed Evola (in foto) che non riuscirono nell’impresa di evitare la retrocessione su cui pesano i tanti punti di penalizzazione inflitti per inadempienze fiscali.

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