Cosenza Calcio

Auguri a Gianni Di Marzio, 75 anni per l’indimenticabile Seminatore d’Oro

Dai rimproveri a Ciccio Marino, allo schiaffo a Lucarelli passando per il ritiro di Vipiteno. E poi l’addio a Cosenza e l’approdo a Catanzaro, dove castiga i “lupi” negandogli la Serie A.

Settantacinque anni oggi. Un traguardo importante per chi, in questa città, ha lasciato per sempre una traccia indelebile. Anche Cosenza Channel, festeggia il compleanno di Gianni Di Marzio (foto tratta dal sito denisbergamini.com). Il Seminatore d’Oro che ha portato per la prima volta nella storia, il Cosenza in Serie B. Lo facciamo regalando ai nostri lettori due stralci del libro scritto da suo figlio Gianluca, giornalista e volto noto di Sky Sport, che racconta anche gli anni cosentini del padre nel libro “Di Marzio racconta Di Marzio”. Nella prima parte tanti aneddoti. Prima da allenatore e poi da direttore sportivo. Nella seconda parte, l’addio a Cosenza e l’approdo agli “odiati” cugini catanzaresi.
“Credo invece a chi lo vide disperato, dopo un pareggio interno a Cosenza, zero a zero contro il Teramo, in un momento difficile per la squadra. Mani nei capelli, parlava da solo nel corridoio: “Faccio giocare Lucchetti e i tifosi cantano Padovano eh eh Padovano oh oh. Gioca Padovano e dalla curva fanno il coro per Lucchetti (Lucky gol…Lucky gol), ma che diavolo devo fare?”, magari schierarli entrambi.  La scintilla scoccò e dal quel momento la coppia Lucchetti-Padovano, fu la più prolifica del campionato, accontentando pure gli ultrà. Sempre in Calabria, l’obiettivo principale dei suoi rimproveri, era Ciccio Marino, difensore roccioso ma testardo… Entrando negli spogliatoio del San Vito, si poteva leggere sopra la porta d’ingresso una scritta gigante sul muro, disegnato col pennarello rosso: “Marinooooooooo”. Divenne lo slogan-simbolo della squadra.  Guai a sgarrare poi con gli orari. Sarebbe scattato il finimondo. In un ritiro estivo, avvisò i giocatori che il rientro era fissato per le ventidue e trenta. Un paio replicarono: “Mister, ma in discoteca possiamo andare se torniamo presto?”, scatenando la sua reazione ironica: “Si, facciamo come gli olandesi. Portate anche mogli e fidanzate in albergo…”. Chi non lo conosceva bene prese quasi alla lettera il suo consiglio. Gli altri rientrarono in orario e si misero nascosti sulla terrazza dell’albergo di Vipiteno per non perdersi lo spettacolo. Lui aspettò i ritardatari sulla porta d’ingresso con un diavolo per ogni riccio. I due più grandi (De Rosa Montrone), furono trattati a pesci in faccia (“Buonanotte mister!” “Buonanotte il c…”), mentre i ragazzini delle giovanili, tra cui Altomare… incapparono nel Di Marzio più imbufalito. Li accompagnò in stanza a preparare le valigie e li portò personalmente alla stazione dei treni, era notte fonda: “Tornatevene a casa! Così non potrete mai fare calcio professionistico!”. Se lo ricorderanno ancora. Severo e furbo. Severo dopo le sconfitte. Come quando un giovane Lucarelli, gli ricordò di essere convocato con la nazionale militare. La squadra aveva perso male, lui era fuoribondo. E gli mollò un ceffone davanti a testimoni increduli: “E tu, dopo una figuraccia simile, vorresti chiedermi di non tornare con gli altri? Vai subito sul pullman e senza fiatare!”, così fece mogio mogio. Con la guancia rossa e la lezione, forse, servita per il futuro”.
“Anche a Cosenza, fece le valigie all’improvviso, dopo aver vinto un campionato atteso venticinque anni. Lasciò un ricco contratto biennale, nel mezzo della festa promozione dopo un’amichevole contro il Bologna di Maifredi. Mentre la città era ancora ubriaca di gioia, lui caricò me e mia madre in macchina, troppe cose non gli andavano giù. La squadra partì per una tournèe in Canada senza allenatore, in quell’occasione fu anche Pietro Alberti, suo uomo di fiducia, perché gli continuava a raccontare giorno dopo giorno quel che accadeva. L’anno seguente, per un particolare scherzo del destino, Di Marzio viene chiamato dopo poche giornate dai rivali storici del Catanzaro… Lui accetta e si presenta al derby del San Vito davanti a venticinquemila spettatori: i lupi attaccano e segnano a dieci minuti dalla fine con Cozzella, mio padre resta pietrificato come una sfinge con il suo solito cappotto grigio modello loden. L’arbitro Pairetto annulla, lo stadio insorge, lui inizia lo show. Finisce zero a zero ma al ritorno succede di tutto. Il Cosenza di Giorgi sta lottando per la Serie A, il Catanzaro deve salvarsi.  Ed ecco la trappola: sole splendente, ma campo allagato, dalle bandierine si fatica a calciare, erba alta e non tagliata, penalizzata quindi la squadra più tecnica. Risultato? Tre a zero per il Catanzaro, Di Marzio va in sala stampa e se ne esce con una delle sue: “Siamo andati in campo con gli elmetti…”, potete immaginare come la presero a Cosenza. Dove sfiorarono la A, persa per pochi punti. Quelli”. (Alessandro Storino)

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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