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Giacomo Parigi, il piccolo “Tanque” vuole un posto nel calcio dei grandi [VIDEO]

Giacomo Parigi, il piccolo “Tanque” vuole un posto nel calcio dei grandi [VIDEO]

La sua è una storia figlia di attaccanti veri: Abel Balbo lo ha lanciato ad Arezzo, Denis a Bergamo gli ha regalato la maglia e preso sotto l’ala protettiva. Ora il Cosenza. 

Vent’anni da compiere a giugno, prima punta, fisico importante (anche se da migliorare sotto il punto di vista muscolare), forza fisica, bravo di testa e quella voglia di dimostrare che lui, nel calcio dei grandi, ci può stare. Anche in un campionato difficile come quello di Lega Pro. Arriva in Calabria con queste caratteristiche e questi obiettivi il nuovo acquisto del Cosenza Giacomo Parigi. Viene dall’Atalanta, storicamente fucina di talenti e, quella con i rossoblù, sarà in pratica la sua prima avventura con i grandi. La prima se si escludono le poche presenze del 2012, a soli 16 anni, nel campionato di Serie D con l’Arezzo, la squadra della sua città e per la quale Parigi è tifosissimo. Prima ci sono la Tuscan, il Chimera e la Sangiovannese. Da qui il salto all’Arezzo nel dicembre del 2011. Inizia con la juniores e poi l’approdo in prima squadra. Lo porta con i grandi Angelo Alessandro, ds degli aretini, che lo mette a disposizione di Michele Bacis, ex difensore di Fiorentina e Genoa tra le altre, che quell’anno allena l’Arezzo. Per qualche mese, la stagione successiva, viene allenato dall’ex attaccante della Roma Abel Balbo che lo torchia a dovere. Parigi cresce di fisico e nelle prestazioni, anche se non riesce mai a trovare il gol con l’Arezzo se i escludono due calci di rigore trasformati in Coppa Italia. A dicembre del 2012 su di lui ci sono Roma, Milan, Juventus ed Atalanta. I consigli di Bacis (nel frattempo tornato alla guida degli aretini) e la corte di Pierpaolo Marino, lo spingono verso Bergamo dove ha già impressionato tutti con un paio di provini positivissimi ed un gol in pallonetto a Consigli in un’amichevole contro la prima squadra. Arriva in prestito con diritto di riscatto. German Denis lo prende sotto la sua ala protettiva e gli regala la maglia. La somiglianza fisica con l’attaccante argentino è fortissima, tant’è che negli spogliatoi Parigi viene nominato Piccolo Tanque. Primi sei mesi con gli Allievi Nazionali di Butti, caratterizzati da un brutto infortunio muscolare che lo blocca un paio di mesi. Nell’estate del 2013 l’Atalanta lo riscatta e lo piazza nella Primavera di Valter Bonacina. Segna 5 gol il primo anno e 12 il secondo. A luglio scorso sembra pronto per andare in prestito. Lo vuole il Trapani in Serie B, ma alla fine non se ne fa nulla. Rimane a Bergamo, dove inizia da fuoriquota il suo terzo campionato Primavera. In questa prima parte di stagione, mette a segno due reti. L’ultimo giorno di mercato Mauro Meluso lo porta a Cosenza. Cinque mesi per dimostrare ciò di cui è capace e tornare all’Atalanta più forte di prima. Non sarà facile, ma le doti ci sono. Ora sta a Giacomo dimostrarle sul campo. Lui nel frattempo sul suo profilo Facebook, appare già determinato: “Pronto per la mia nuova avventura, ringrazio Bergamo e tutti i miei amici per le emozioni che mi hanno fatto provare! Ringrazio l’Atalanta per avermi fatto conoscere persone stupende e altre meno, ma che comunque mi hanno fatto crescere! Ringrazio la mia famiglia e tutte le persone che mi amano per avermi appoggiato in questa mia scelta. Adesso si riparte, forza Lupi!”. (Alessandro Storino)

 

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