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Se puoi sognarlo… puoi farlo

Se puoi sognarlo… puoi farlo

– l’editoriale di Piero Bria – 
I numeri premiano il Cosenza di Roselli. I play-off non sono più un miraggio. Ma guai a pretendere qualcosa da una squadra costruita per salvarsi. 

Quando vinci tutto è perfetto. Nel calcio poi, chi vince assume le sembianze della squadra dei sogni.
Dopo il derby il Cosenza aveva diviso la moltitudine con tifosi pronti ad applaudire ed altri, invece, alquanto adirati. Ci ha pensato Arrigoni in quel di Caserta ad allineare i pensieri di tutti.
Ed ora c’è il calendario che strizza l’occhio al Cosenza. Lecce, Benevento e Foggia devono fare visita ai silani. Il San Vito sarà il palco dove entreranno in azione le squadre di vertice. E questo è un aspetto da tenere in considerazione soprattutto per quello che fino ad ora ha fatto la squadra di Roselli in casa.
Il Cosenza può dividere per tanti motivi ma c’è un dato che non lascia spazio ad equivoci o fraintendimenti: i silani hanno 41 punti e sono terzi in classifica a sole quattro lunghezze dal primo posto.
Può non piacere il gioco della squadra di Roselli, possono non piacere alcuni giocatori… ma gli almanacchi ad oggi parlano di numeri da play-off. Un obiettivo inizialmente velato e che ora assume una forma grazie alle performance di Tedeschi e compagni.
Qualcuno un giorno disse: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”. E il Cosenza sogna da tempo di ritornare tra le grandi del calcio italiano. Ma che sia chiaro… sognare è un conto, pretendere è un altro.
Questa squadra, lo ribadiamo, non ha la rosa e le potenzialità per competere con alcune formazioni (Benevento e Lecce su tutte). Se il sogno si avvererà accadrà solo per un susseguirsi di eventi a favore del Cosenza. Ci sono annate già scritte dove a seguire l’onda si rischia di travolgere tutto e tutti. Vedi il Carpi in serie B, l’anno scorso, o il Crotone di quest’anno.
L’importante è conoscere i propri limiti e non sentirsi fragili nei momenti di difficoltà. Solo così si possono sovvertire i pronostici. E la maturità del pubblico, da questo punto di vista, può e deve fare la differenza. Soprattutto nei momenti di difficoltà.

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