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L’angolo della tattica: Cosenza più veloce del vento

L’angolo della tattica: Cosenza più veloce del vento

di Gianluca Gagliardi*
La squadra di Roselli è machiavellica e dimostra come il fine giustifichi sempre i mezzi. L’ennesima dimostrazione da parte di un grande gruppo che ha grandi possibilità. 

Non posso non mettere in evidenza come il vento sia stato il vero protagonista della gara a prescindere da moduli e/o numeri vari. Cercherò in questa mia sintesi di evidenziare quelle poche cose che di calcio si sono viste e hanno fatto la differenza in campo.
Squadre in campo con lo stesso modulo (leggi 4-4-2) ma con una mentalità e interpreti diversi. Diversi nell’idea di gioco: più attendista quella dei Lupi, più propositiva quella ospite; più tecnici e propensi alla fase offensiva gli esterni gialloblù, più fisici e di corsa i rossoblu con Corsi e Statella.
Cosenza sicuramente più equilibrato e concreto, caratteristica ormai consolidata e che ha portato la squadra silana ad essere la seria pretendente al salto di categoria. E vi spiego il motivo.
C’è una componente psicologica a favore dei Lupi che al contrario di Lecce, Benevento, Foggia e Casertana non ha l’obbligo “morale” e tecnico (per gli investimenti fatti e l’organico a disposizione) di vincere a tutti i costi.
Inoltre c’è un fattore campo da tenere in considerazione… (e qui facciamo gli scongiuri!) visto che al Marulla dovranno far visita tre delle quattro pretendenti alla promozione che, di sicuro, non verranno a fare le barricate.
Infine ci sono i numeri che dopo quasi 3/4 di campionato sono inequivocabili e testimoniano come questa squadra abbia la miglior difesa e, a mio avviso, il rendimento più equilibrato (magari senza far esaltare il pubblico sul piano dello spettacolo ma coinvolgendo comunque per lo spirito di gruppo che i ragazzi esprimono in campo). Difesa e gruppo non dipendono né dal singolo e tantomeno dal costo di giocatori ingaggiati ad inizio anno per fare la differenza.
Fatta questa premessa doverosa ritorniamo al vento… pardon alla partita!
Dopo un primo tempo nel quale il Cosenza ha sfruttato quasi al massimo il vento a favore – e qualche ingenuità della difesa ospite (grave tentare il fuorigioco a centrocampo in occasione del primo gol invece di garantire copertura al possessore di palla e soprattutto marcare i cosiddetti passivi) – nel secondo la Juve Stabia è riuscita a partire forte tanto da accorciare le distanze. Poi il vuoto assoluto con due squadra incapaci di offrire giocate degne di nota.
Logica conseguenza che, dopo varie mischie e rilanci alla “viva il parroco”, intorno alla mezzora della ripresa Roselli abbia consolidato il concetto di cui sopra decidendo di stringere Blondett per passare ad un più sicuro 3-5-2  per far fronte ad un avversario forte sulle palle alte e nei lanci lunghi… sempre a proposito di vento! Complimenti Cosenza, il fine giustifica i mezzi.
*Allenatore ex Cosenza e Triestina

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