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Cosenza, nell’ultimo decennio primo posto a quota 65. Ma per i tifosi sarà tra 67 e 70

Cosenza, nell’ultimo decennio primo posto a quota 65. Ma per i tifosi sarà tra 67 e 70

Il Benevento marcia ad una media punti che lo terrebbe in linea con le scorse stagioni, ma in vetta alla fine si potrebbero toccare cifre monstre.

Mai come in questo campionato potrebbero servire così tanti punti per andare direttamente in Serie B. E’ la storia degli ultimi dieci anni a raccontarlo, un susseguirsi di vittorie che nel girone meridionale hanno raggiunto l’apice con il Ravenna nel torneo 2006-2007 che vide i romagnoli attestarsi in vetta a quota 69. Certo, la Nocerina nel 2010-2011 superò se stessa arrivando fino a 72, ma anche solo con 62 punti sarebbe stata promossa occupando la poltrona più importante. Il sondaggio settimanale di CosenzaChannel.it ha spinto i sostenitori a prendere in mano la calcolatrice e a stilare tabelle sulle dieci rimanenti sfide. La maggioranza assoluta (il 64% dei votanti) ha indicato nel range compreso tra 67 e 70 punti la soglia che regalerebbe il salto di categoria dalla porta principale ad una tra Benevento, Lecce, Foggia, Cosenza e Casertana. Se le avvisaglie fossero confermate sul campo, si tratterebbe quasi di una cifra monstre. La media della capolista è ad oggi di 1.91 che se mantenuta la condurrebbe a 65, guarda caso la media pesata delle prime classificate nell’ultimo decennio (la soglia promozione è invece di 63.3, ndr). Sull’esito finale incideranno molto due aspetti: la partenza a rilento delle prime tre e il calendario. (Antonio Clausi)


CALAIO’ E IL PAMPA SOSA.
Nel 2005-2006 De Laurentiis era al suo secondo anno di presidenza. Persi a giugno i playoff con l’Avellino, non sentì ragioni e disse a Reja di non avere alternative. L’ex tecnico del Cosenza si affidò ai suoi due attaccanti che segnarono gol a grappoli ridando lustro al Napoli.
Punteggio finale: 68 punti (ne sarebbero bastati 56)

FESTA IN RIVIERA. Nel 2006-2007 alla fine la spuntò il Ravenna di Dino Pagliari, nei giorni scorsi vicino alla panchina del Catania. I giallorossi, inseriti nel girone C a causa della carenza di formazioni meridionali, diedero vita ad un emozionante testa a testa con l’Avellino, poi promosso tramite playoff.
Punteggio finale: 69 punti

SALERNITANA ATTO PRIMO. Nel 2007-2008 il nuovo presidente dei granata Antonio Lombardi capì che per sbaragliare la concorrenza serviva qualcuno che la buttasse dentro in ogni modo. Dal Messina fu ingaggiato nientemeno che Arturo Di Napoli. Risultato? Con 21 gol fu capocannoniere e autentico trascinatore della Salernitana. A metà stagione fu esonerato Agostinelli e subentrò Brini. Vinse le sei ultime partite, riconquistò la vetta e festeggiò alla faccia dell’Ancona (che poi salì lo stesso).
Punteggio finale: 62 punti

GALLIPOLI DEI MIRACOLI. Nel 2008-2009 il facoltoso presidente Barba affidò la panchina al principe Giannini e allestì una squadra con la coppia bomber Di Gennaro-Ginestra a finalizzare il lavoro del collettivo. La Serie B a Gallipoli arrivo dopo un duello serrato col Benevento, che come al solito perse i playoff col Crotone.
Punteggio finale: 66 punti

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SULLE ORME DEL CHIEVO.
Il campionato 2009-2010 partì con due formazioni accreditate dagli addetti ai lavori quali favorite assolute per la promozione: il Pescara di Verratti e il Verona che spesa milioni di euro. Gli scaligeri, a lungo in vetta, persero lo scontro diretto in casa con i carneadi del Portogruaro, sodalizio che venne promosso a sorpresa. Condottiero di quell’impresa disperata era Calori.
Punteggio finale: 59 punti

CHAMPAGNE E BOLLICINE. La Nocerina che stravinse nel 2010-2011 il girone B della Lega Pro poteva annoverare in organico elementi del calibro di Negro, Cavallaro, Galizia e Castaldo all’apice delle rispettive carriere. Auteri disegnò il consueto 3-4-3 e marciò come un carro armato. Quel campionato non ebbe padroni.
Punteggio finale: 72 punti (ne sarebbero bastati 62)

FESTA SPEZIA, DRAMMA SIRACUSA. L’assurda composizione dei gironi di Lega Pro nella stagione 2011-2012 mise l’una di fronte all’altra lo Spezia e il Siracusa. Ad andare in B furono i liguri allenati da Serena, ma sul campo sarebbe toccato ai siciliani. Le speranze degli aretusei, penalizzati di quattro punti senza i quali avrebbero chiuso in vetta, si infransero agli spareggi. Da lì il fallimento della società.
Punteggio finale: 62 punti (sul campo il Siracusa 63)

I LUPI DELL’IRPINIA. A margine del torneo 2012-2013 l’Avellino poneva le basi per ulteriori trionfi in Serie B. Ma in quei dieci mesi Rastelli fece conoscere ulteriormente le sue qualità di tecnico pragmatico e sfruttò la vena realizzativa di gente come De Angelis e Castaldo.
Punteggio finale: 60 punti

BACI PERUGINA. Mazzeo ed Eusepi, con 13 centri a testa, regalarono a Camplone una gioia indescrivibile. Il Perugia, dopo il fallimento, tornò in B nel 2013-2014 ripartendo dai dilettanti.
Punteggio finale: 66 punti

SALERNITANA ATTO SECONDO. E’ storia recente, di maggio scorso, il party promozione all’Arechi della Salernitana di Claudio Lotito. Esonerato Mario Somma prima dell’inizio del campionato, toccò a Menichini dare battaglia al solito Benevento e trionfare nelle giornate finali.
Punteggio finale: 80 punti (campionato a 20 squadre, sarebbero stati 71 in proporzione a 18 squadre)

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