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Nemmeno 2mila presenti al Marulla. Cosenza ci crede davvero?

Nemmeno 2mila presenti al Marulla. Cosenza ci crede davvero?

A prescindere dall’esito del campionato in corso, tocca alla società ingegnarsi su come riportare allo stadio i tifosi stufi da anni tribolati e dalla mancanza di segnali ambiziosi.

Gli spettatori totali presenti al Marulla per Cosenza-Paganese erano 1879 di cui 1377 paganti, 422 abbonati e il resto accreditati. Un dato che non avrebbe senso per nessuna squadra in lotta per le posizioni di vertice, men che meno per una formazione a soli tre punti dalla vetta prima del pareggio di ieri pomeriggio. Prendere consapevolezza del dato, innanzitutto lascia intendere che la città non crede fino in fondo ai rossoblù in Serie B. La formazione di Roselli proveniva da una partita giocata male a Matera e persa, ma può bastare questo per giustificare gradinate tristemente vuote e grigie a solo nove gare dl termine? No, ma è il leit-motiv del campionato a dare la forza per argomentare quanto segue: il tifoso medio non ha fiducia nella squadra. Attenzione: “squadra” non intesa come un gruppo di calciatori, ma “squadra” intesa in senso lato. A partire dal presidente, per terminare con l’ultimo dei magazzinieri. Perché tutto ciò? Difficile dare una risposta che soddisfi completamente e che faccia centro, ma le cause possono essere tante e ognuna pesare più di un’altra. Le prime che vengono in mente sono l’overdose di calcio propinata a razioni sempre maggiori, un impianto ormai inutile, sovradimensionato e inospitale, la storia del club dal 2003. Inoltre, quando c’era da lanciare messaggi chiari alla piazza a gennaio non lo si è fatto, ma è l’ultimo in ordine cronologico dei segnali negativi recepiti dall’ambiente. E’ più di un decennio che si convive con incertezza e mancanza di programmazione. Quando arrivarono le vittorie, furono seguite da un altro fallimento. Guarascio è oculato, forse fin troppo per i ritmi del pallone, e paga anche quello che fu. Un po’ come Arrighini e compagni che si sono beccati i fischi al derby per i precedenti 0-0: non era colpa loro la serie di match disputati col Catanzaro al pari di un’amichevole tra scapoli e ammogliati, ma ci si sono trovati. Idem Guarascio, ora c’è lui e gli tocca ingegnarsi per infiammare la piazza. C’è un solo modo, anche se nel calcio non sempre dà i frutti sperati. Intelligenti pauca. (Antonio Clausi)

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