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Sulla via di Damasco

Sulla via di Damasco

l’editoriale di Piero Bria –
Applausi scroscianti per la squadra dopo una sconfitta. E che sconfitta se si pensa ai rivali che avevamo di fronte. E’ questa la grandezza dello sport. Saper accettare le sconfitte e riconoscere ad una squadra di aver dato il massimo.

Entusiasti ma coscienti di non essere da primo posto. Cosenza-Lecce ha messo d’accordo tutti. Siamo una buona squadra, in grado di potercela giocare con tutti. Ma, c’è un ma che non lascia scampo: non siamo da primo posto. E soprattutto, dovremo sudare e molto per arrivare ai Play-Off.
La gara di ieri è stata l’emblema della stagione. Il Cosenza è una squadra che ha chiaramente dei limiti tecnici e tattici oltre che di numero ma è anche una formazione in grado di sopperire al gap con prestazioni al di sopra delle aspettative.
In queste settimane, tra alti e bassi, molti esigevano dal Cosenza. Perché il primo posto era lì, ad un tiro di schioppo.
Se poi aggiungiamo che avevamo uno scontro diretto da giocare in casa con il Lecce…
Tutti avevano la certezza, o quasi, che vincere avrebbe definito la strada verso l’ambito traguardo della serie B.
E invece Cosenza-Lecce è stata la gara dove sono venuti fuori tutti i nostri pregi e difetti. A tal punto da far rendere conto a tutti, nessuno escluso, che questo Cosenza ha fatto il massimo, ha dato il massimo e che probabilmente il gap con quelle due-tre squadre è realmente insormontabile.
Il 3-4 finale è stata la luce che ha consentito di rendere nitido e univoco il nostro pensiero.
Applausi scroscianti per la squadra dopo una sconfitta. E che sconfitta se si pensa ai rivali che avevamo di fronte (una serie A scippata in riva al mare). Eppure siamo stati folgorati (…sulla via di Damasco) accettando il verdetto e abbracciando simbolicamente i nostri giocatori per l’emozionante partita vissuta.
Perché è questa la grandezza dello sport. Saper accettare le sconfitte e riconoscere ad una squadra di aver dato il massimo.
Qualunque sia l’epilogo di questo campionato il Cosenza ci ha fatto vivere delle emozioni impensabili nell’Agosto scorso. Va dato atto ai giocatori e al tecnico.
Così come va dato atto al pubblico cosentino di aver dato il giusto valore alle cose e dinanzi alla nuda e cruda realtà aver applaudito chi, nel bene e nel male, ha dato tutto quello che poteva dare.

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