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Il M5S sui Consorzi di bonifica: “Tributi illegittimi e lavoratori senza stipendio”

Il M5S sui Consorzi di bonifica: “Tributi illegittimi e lavoratori senza stipendio”

 Laura Ferrara, Portavoce del M5S al Parlamento europeo sottolinea: “L’insostenibile sistema consortile calabrese è causa di un  groviglio  di problemi. La Regione intervenga”.

Alle proteste di migliaia di cittadini per i tributi illegittimi imposti dai Consorzi di bonifica calabresi si aggiunge lo stato di agitazione dei lavoratori dei medesimi enti. “L’insostenibile sistema consortile calabrese – dichiara Laura Ferrara, Portavoce del M5S al Parlamento europeo – è causa di un  groviglio  di problemi che la Regione si ostina a perpetuare. Le Commissioni Tributarie della Calabria sono intasate da ricorsi presentati contro gli illegittimi tributi dei Consorzi. Qualche settimana fa, cinquanta agricoltori di Varapodio, un piccolo comune del reggino, hanno vinto un ricorso congiunto avverso tributi consortili imposti in assenza di benefici  derivanti da opere o attività di bonifica, una sorta di “class action” che ha fatto giurisprudenza. I piani di classifica, gli strumenti che servono ad individuare e quantificare i benefici della bonifica, garantendo un corretto esercizio del potere impositivo, sono stati redatti dopo 12 anni dall’entrata in vigore della legge in materia (L.R. n. 11/2003). La loro approvazione, al momento bloccata,  è soggetta a contestazioni perché sono accusati di essere inadeguati e risulterebbero in buona parte un copia incolla di un piano della regione Lazio risalente al 1999. Comitati di protesta di cittadini sono sparsi su tutto il territorio regionale e oltre ai ricorsi sono state presentate delle proposte di legge di iniziativa popolare per porre rimedio all’ingiusta imposizione.  Tali proposte languono da anni davanti alla IV Commissione del Consiglio regionale. Le principali sigle sindacali si sono attivate recentemente nei Consorzi di Cosenza, Catanzaro e  Reggio Calabria per salvaguardare i livelli occupazionali degli enti a fronte della riduzione dei finanziamenti regionali. I dipendenti lamentano disagi economici e familiari derivanti dal mancato pagamento dello stipendio che si protrae da gennaio.  Ma se da una parte vengono chieste tasse ingiuste ai cittadini e non ci sono soldi per pagare i dipendenti, dall’altra gli enti consortili continuano ad indebitarsi e si verificano casi di assunzioni senza concorsi pubblici, di dirigenti pagati lautamente, di nuovi commissariamenti ed episodi di compensi gonfiati (denunciati con la Delibera di Giunta regionale n. 354/2015) da parte di ex commissari  avvicendatisi nel tentativo di appianare l’indefinito debito del soppresso Consorzio Sibari-Crati, da cui ancora arrivano cartelle di pagamento. In questo marasma si fa fatica a capire chi è la controparte con cui trattare i diversi problemi. Significativa è la polemica tra CGIL-CISL-UIL e la Coldiretti che viene accusata  di “una tale ingerenza nella gestione dei Consorzi di Bonifica al punto da veicolarne l’immagine – e la sostanza – di una piena sovrapposizione”. La Coldiretti rimane infatti la sola associazione di categoria a difendere in ogni occasione l’operato dei Consorzi, avendo ottenuto la maggioranza negli organismi di gestione degli stessi. “L’amministrazione regionale – conclude Laura Ferrara – se vuole dimostrare la volontà politica di abbattere le ingiustizie, gli sprechi e le posizioni di potere clientelare che si annidano nell’organizzazione del sistema consortile, deve intervenire modificando la L. R. n. 11/2003 e dare risposte ai cittadini costretti a pagare tributi ingiusti, alle famiglie senza stipendio dei lavoratori in protesta e alle esigenze di un’agricoltura di qualità che richiede principalmente buona acqua per irrigare e servizi efficienti”.

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