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Sanità, guerra aperta tra Rsu e Asp di Cosenza sui rinnovi dei contratti

Sanità, guerra aperta tra Rsu e Asp di Cosenza sui rinnovi dei contratti

Sul tavolo l’erogazione delle produttività del 2014 e la progressione orizzontale per tutti i dipendenti. «Diffidiamo l’Asp ad intraprendere iniziative diverse da quanto pattuito ai tavoli di concertazione»

 

Guerra aperta ormai nella sanità calabrese per ciò che riguarda i rinnovi dei contratti. «Le Rsu in data 14.12.2015 – si legge in una nota – siglano un accordo con l’Asp per l’erogazione della produttività (anno 2014) e la progressione orizzontale per tutti i dipendenti per come previsto dallo stesso accordo (come espressamente richiesto dal bando)», mentre il 29 marzo scorso «l’Asp comunica alle scriventi che, a seguito del parere del Collegio dei Revisori, verrà erogata parte della produttività e che le progressioni devono essere riviste con il rischio di essere sospese». E ancora: il giorno successivo la Rsu diffida l’Asp di Cosenza dall’intraprendere iniziative diverse dall’accordo siglato precedentemente e, pertanto, a corrispondere la produttività per intero ed a procedere nelle progressioni orizzontali (fascia) per come previsto nello stesso accordo». Infine la data recente, quando l’Asp convoca le RSU «e ribadisce che per quanto riguarda la produttività, questa verrà erogata previo parere del Collegio dei Revisori e che per quanto riguarda le succitate progressioni bisogna ritornare al tavolo per rivederne i passaggi». Fin qui i passaggi ufficiali succedutesi. Oggi la Rsu dell’Asp di Cosenza, all’unanimità «ritiene valido l’accordo siglato in data 14.12.2015 in cui si dà il via libera sia alla produttività che alle progressioni. Per cui qualunque altra visione dell’Asp non può essere oggetto di discussione». Non solo: la Rsu ritiene «doveroso, nei confronti dei dipendenti dell’Asp che da oltre dieci anni aspettano un passaggio di fascia e che da quasi dieci anni non hanno un adeguamento ed un rinnovo dei Ccnl, non accettare proposte al ribasso». Da qui la diffida «dall’intraprendere iniziative diverse da quanto pattuito ai tavoli di concertazione e, se colpe e responsabilità ci sono state, non possono ricadere sui dipendenti dell’Asp. Qualora ciò non avvenisse nella sua interezza, si procederà con le opportune azioni di rivalsa nei confronti dell’Asp ad esclusiva tutela dei lavoratori».

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