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Presta al Pd: «Aspetto di conoscere le liste e i nomi dei candidati…»

Presta al Pd: «Aspetto di conoscere le liste e i nomi dei candidati…»
Il candidato a sindaco senza peli sulla lingua spiega come stanno le cose con i Democrat: «Non ho dato ultimatum, nessuno mi ha imposto nulla». E aggiunge: «Ho chiesto al partito di farmi avere al più presto i nomi che intendono candidare»

Lucio Presta e il Pd. La conferenza stampa convocata questa mattina dal manager dei vip dello spettacolo ha avuto uno scopo ben preciso e il candidato sindaco lo ha spiegato senza peli sulla lingua: «Io non ho dato alcun ultimatum al Pd né il partito mi ha imposto qualcosa», aggiungendo poi che attenderà qualche altro giorno per conoscere il numero delle liste dei democrat e soprattutto i nomi che dovranno comporle visto che ultimamente girano voci di possibili candidati eticamente non in linea con il pensiero dell’uomo cresciuto in piazza Riforma. «Io parto da solo e chi ha scelto di venire con me è il benvenuto perché può dare un contributo nella direzione che intendo andare io». Presta, come si intuisce da queste prime battute, sa cosa vuole fare per la città di Cosenza ma in realtà nel Pd oggi si gioca una partita molto più importante che oltre ad interessare Palazzo dei Bruzi, arriva fino alla Regione. Il partito di Renzi (e Magorno in Calabria) è lacerato al suo interno e Presta, da persona intelligente, l’ha capito chiedendo nell’ultima riunione tenutasi con i vertici cosentini di evitare di far uscire all’esterno i cosiddetti “mal di pancia”. Lo scontro verbale tra Nicola Adamo e Mimmo Bevacqua rientra in questo discorso. Inoltre Presta ha riferito ai cronisti di aver comunicato al Pd che «non deve riunirsi con me per il numero delle liste, ovvio che ho una mia idea e preferirei una lista forte e magari un’altra a sostegno dove andrebbero a candidarsi altri esponenti della società civile, ma sono decisioni che spettano esclusivamente a loro». Quando i giornalisti fanno notare che lui sembra prendere le distanze dal Pd, il candidato sindaco replica all’istante: «Non sono un iscritto al Pd né m’interessano le faide al suo interno», illustrando a chiare lettere un concetto che sicuramente creerà nuovi malumori nel partito che oggi governa l’Italia: «Non voglio essere tirato dalla giacca dalla stampa su cose che non mi riguardano, il Pd faccia le sue valutazioni e alla fine di questa riflessione sarò informato. Io ritengo che una lista debba essere composta di persone di qualità, deve prevalere il rinnovamento e se mi chiedete se metto veti vi rispondo che i paletti ci sono: l’etica prima di tutto». Poi un’altra scossa: «Io sono un’altra cosa rispetto al passato e se mi dite che il Pd ha fatto riunioni con alcuni soggetti non graditi dovete chiedermi se in quegli incontri io c’ero». E, ovviamente, Presta non c’era. Ma il passaggio più importante di una conferenza stampa abbastanza vivace, dialetticamente parlando, giunge nel mezzo del dibattito. «Il giorno prima delle liste se ci saranno nomi eticamente non graditi non ci sarà alcun apparentamento con il Pd. Sono l’unico che può permettersi di perdere, perché vivo di altro». Come dargli torto, specialmente se a uscire battuti saranno Ernesto Magorno, Mario Oliverio e Nicola Adamo. Siamo sicuri che se accadesse tutto ciò Matteo Renzi non chiederebbe spiegazioni ai suoi colleghi di partito? Siamo sicuri che una sconfitta elettorale a Cosenza non avrebbe ricadute sulla Giunta regionale? I segnali già ci sono e solo chi fa finta di non vedere e sentire può dire il contrario. Per cui Lucio Presta prima del 6 maggio dovrebbe valutare se il “gioco (col Pd) vale la candela”. La scelta di creare “Amo Cosenza” parte da lontano e i programmi che vi illustreremo in un altro servizio in linea teorica sono anche interessanti, ma l’alleanza col Pd non è detto che alla fine avvantaggi Presta perché il rischio che venga penalizzato dai contrasti interni è molto concreto. Intanto nelle ultime ore Enzo Paolini e la famiglia Gentile pare abbiano trovato la quadratura del cerchio. In merito Presta è sarcastico: «Enzo non perde occasione di dirmi che ho il Pd dietro le spalle e mi domando: lui non avrebbe voluto altrettanto?» e ancora: «L’accordo con i Gentile? Fatti loro, evidentemente Paolini ha scoperto che Ncd rappresenta l’espressione progressista della città». Il voto d’opinione potrebbe far volare Mario Occhiuto e il manager dello spettacolo n’è consapevole. «Così si dice in giro…». Ennio Morrone, invece, potrebbe lasciare la nascente coalizione per rafforzare l’asse Pse-Ncd. «Ho sentito Luca ieri tramite sms» e l’eco del tradimento a Occhiuto rimbalza nel tavolo della conferenza stampa «non ho avuto segnali in tal senso». Infine Presta ha parole d’elogio per “Orgoglio Bruzio”. «Sono ragazzi operosi che non hanno la forza e le risorse del Pd ma sono molto attivi e propositivi. Possono dare un grande contributo». E in chiusura l’ultima battuta ancora sul Pd: «La mia strada continua a prescindere da tutto, a breve arriverà il giorno del giudizio». (a. a.)

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