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Guerra totale tra il Pd calabrese e l’Ncd. «Gentile e Bianchi fuori dal Governo». La replica del Senatore: «Avete tentato di eliminarci»

Guerra totale tra il Pd calabrese e l’Ncd. «Gentile e Bianchi fuori dal Governo». La replica del Senatore: «Avete tentato di eliminarci»

Non si placano le polemiche tra i democrat e gli alfaniani che hanno deciso di non allearsi col partito di Renzi in Calabria. A Cosenza il clima è molto teso. Enza Bruno Bossio attacca il sottosegretario allo Sviluppo Economico, ma quest’ultimo conferma la scelta di appoggiare Enzo Paolini: «Abbiamo scelto la strada dell’autonomia, in coerenza con quanto fatto in occasione delle ultime regionali»

Dal rimprovero di Ernesto Magorno alla richiesta di dimissioni. Il Pd calabrese non digerisce la scelta dei fratelli Gentile di sancire ufficialmente l’intesa elettorale a Cosenza (e anche a Crotone) con il partito di Enzo Paolini. Una mossa politica che, evidentemente, indebolisce sensibilmente la coalizione di Lucio Presta che sin dalla riunione svoltasi nella sede di viale Trieste disse di non voler rincorrere l’Ncd. E così è stato. Ma le ultime dichiarazioni dei segretari provinciali del Pd fanno pensare, almeno per quanto riguarda la situazione cosentina, che la mano destra (Presta) non sa quello che fa la sinistra (il Pd). Che “Amo Cosenza” e i democrat siano due entità distinte e separate – nonostante concorrano insieme per Palazzo dei Bruzi – è ormai palese ma che i due movimenti non siano coerenti sulle posizioni da assumere sul tema delle alleanze sembra ancora più grave. A questo punto la domanda da fare ai diretti interessati è la seguente: mentiva Presta quando dichiarava di non voler l’appoggio dei Gentile oppure il Pd era sicuro che l’Ncd si coalizzasse con loro? Gli alfaniani hanno spiegato le ragioni che hanno portato a tale decisione in una nota che è stata diramata dalle agenzie nella serata di ieri, ma l’uscita odierna del Pd non fa altro che aumentare il livello di scontro tra i due partiti che in Calabria non sono “amici”. «Considerata la decisione di Ncd di assumere una posizione alternativa rispetto a quella espressa dal Pd nelle imminenti elezioni comunali di Crotone e Cosenza, coerenza vuole che i sottosegretari calabresi di Ncd, Tonino Gentile e Dorina Bianchi, lascino da subito il Governo nazionale» affermano Luigi Guglielmelli (Cosenza), Arturo Pantisano (Crotone), Sebi Romeo (Reggio Calabria), Michele Mirabello (Vibo Valentia) ed Enzo Bruno (Catanzaro). «L’ambiguità dimostrata in queste ore da Ncd – prosegue il documento – è espressione tangibile di un vecchio modo di fare politica che non fa bene alla Calabria. Un linguaggio incomprensibile nella sua doppiezza che si esprime in pratiche di condizionamento, finalizzate a contrattare posizioni di potere senza tenere conto dell’esistenza di un progetto di governo unico e condiviso, tanto a Roma quanto in Calabria. La politica dei due forni praticata dal senatore Gentile e dai suoi, a pochi giorni dalla firma del “Patto dello sviluppo” che sarà siglato dal premier Matteo Renzi e il presidente della Regione Mario Oliverio, si configura come uno schiaffo ai calabresi che guardano con fiducia all’attuazione di quel progetto di rinnovamento. Il presidente Oliverio, dopo avere ereditato un disastro, sta operando bene con competenza e determinazione, per risollevare e far ripartire la nostra regione. Un lavoro proficuo – concludono i cinque segretari provinciali del Pd calabrese – che si sta concretizzando anche grazie a quel progetto politico che si poggia sulla linearità dei rapporti politici a livello nazionale e regionale, e che Ncd in Calabria ha deciso di archiviare». Il clima, tuttavia, era già teso in mattinata dopo l’hashatg lanciato su Twitter da Enza Bruno Bossio #Gentilefuoridalgoverno. Non si è fatta attendere in tal senso la replica del Senatore Antonio Gentile che ai microfoni del Tgr Calabria ha dichiarato: «L’operato del presidente della Giunta regionale Mario Oliverio è negativo, finora abbiamo perso un anno e mezzo di tempo e i problemi dei calabresi non vengono affrontati nel modo giusto. Cosenza? Abbiamo scelto la strada dell’autonomia, in coerenza con quanto fatto in occasione delle ultime regionali quando sia il Pd che il centrodestra hanno tentato di eliminarci dalla scena politica». Anche il Senatore calabrese Piero Aiello sostiene la decisione di Area Popolare di intraprendere una strada diversa da quella segnata dal Pd. «Il senatore Gentile, nostro coordinatore regionale, ha saputo impostare ancora una volta un avvio di campagna elettorale che produrrà i suoi frutti e quindi sarà in grado di raccogliere simpatie e consenso politico. A Crotone, per la prima volta, abbiamo formato ben cinque liste civiche a sostegno dell’imprenditore Argentieri Piuma, candidato sindaco. A Cosenza, invece, abbiamo scelto l’avvocato Enzo Paolini come candidato sindaco, mettendo la legalità amministrativa e la lotta al malaffare e alla corruzione al primo punto del nostro patto politico, etico e programmatico. Pretendiamo, in questa competizione elettorale, liste di partito e civiche pulite e senza condizionamenti; siamo convinti che anche il Pd farà altrettanto».
E ancora: «In ogni caso – aggiunge il senatore di Ncd – teniamo a ribadire con forza che Area Popolare-Ncd non intende offendere nessuno, ma chiede il massimo rispetto della propria autonomia. Tale circostanza non scalfisce in alcun modo, anzi rafforza il rapporto di grande collaborazione che si è creato e consolidato in questi mesi con il Pd nazionale, con il presidente Renzi e con tutta la coalizione di governo. Quanto alle polemiche sterili, inutili e inconcludenti portate avanti da alcuni esponenti del Pd regionale, ricordiamo – ha concluso Aiello – che il senatore Gentile e l’onorevole Bianchi rappresentano nel governo un’area politica ben definita che vive e opera in stretta alleanza con il Pd nazionale».

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