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Elezioni comunali a Cosenza, l’Antimafia: «Liste pulite? Ci pensino i partiti, noi non possiamo»

Elezioni comunali a Cosenza, l’Antimafia: «Liste pulite? Ci pensino i partiti, noi non possiamo»

La presidente della commissione antimafia Rosy Bindi spiega le ragioni per le quali l’organismo parlamentare non può vagliare i nomi dei candidati che andranno a comporre le liste comunali. Chiaro riferimento a Cosenza e Crotone dopo l’appello del Pd calabrese

«Non dobbiamo ridurci in zona Cesarini, se dovessimo arrivarci non le presenteremmo». Lo ha dichiarato la presidente della commissione antimafia, Rosy Bindi, nel corso della seduta plenaria per l’approvazione della relazione sulla trasparenza delle candidature in occasione delle prossime elezioni amministrative. «Ancorché in sede giudiziaria sia stato affermato che anche nelle ultime 24 ore i cittadini hanno diritto ad essere informati – ha precisato la presidente Bindi – sulla qualità del personale politico che andranno a scegliere e sulle loro situazioni giudiziarie, noi sappiamo perfettamente che sul piano politico non possiamo esporre il nostro lavoro alle critiche che abbiamo ricevuto un anno fa. Né possiamo permettere che vengano sminuiti, o peggio ridicolizzati, il rigore e la serietà del lavori di informazione e conoscenza di questa commissione». Bindi ha, inoltre, rinnovato un appello alle forze politiche affermando che «intendiamo ribadire ai partiti ed a tutti i candidati sindaci la necessità di dotarsi loro stessi di strumenti per fare la prima verifica. La commissione non dà patenti di candidabilità a nessuno, è solo tenuta a fornire un informazione al Parlamento ed ai cittadini. Sono le forze politiche che devono darsi codici etici e strumenti per selezionare la classe dirigente». Nel corso dei lavori del commissione la Bindi ha anche annunciato che un primo risultato è stato raggiunto in quanto alcuni partiti come il Pd, il Idv e in ultimo Forza Italia si sono rivolti alla commissione. Ciò «è dimostrazione di una maggiore sensibilità – ha concluso Bindi – rispetto ad un anno fa». In ultimo «la relazione, con un esplicito riferimento a quanto affermato nel relazione della procura nazionale antimafia, evidenzia infine che le mafie rappresentano un vero attentato nei confronti della democrazia e del qualità della vita democratica di un Paese». Insomma, gli appelli del Pd calabrese e di Forza Italia non sono stati accolti. Che ci pensino loro a comporre liste pulite e trasparenti.

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