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Presidente, illuminaci!

Presidente, illuminaci!

– l’editoriale di Piero Bria –
Decidiamo cosa vogliamo essere, caro Guarascio, perché vivere alla giornata è l’atteggiamento di chi non si pone obiettivi.

Inutile recriminare, inutile pensare a quello che poteva essere e non è stato. Il Cosenza ha giocato un campionato al di sopra delle sue aspettative.
Che poi si potessero gestire meglio delle fasi di alcune gare, beh è il pensiero di molti che, purtroppo, si scontra con quello che avviene sul campo.
Non possiamo tornare indietro, cambiare il nostro destino. Possiamo guardare avanti e programmare. Quello che, già oggi, dovrebbe fare il presidente Guarascio. Negli anni passati si è andato per le lunghe (soprattutto sui rinnovi). La speranza è che non accada anche quest’anno. Avere le idee chiare è qualcosa di raro nel calcio. A Crotone (ah proposito, complimenti per la Serie A) hanno deciso di puntare sull’usato sicuro e sui giovani (in prestito) oltre che su un allenatore giovane (con  una esperienza da giocatore discrete) capace di plasmarli nella maniera più opportuna. A Crotone hanno scommesso avendo le idee chiare. Perché poi tutto deve girare per il verso giusto. Il diesse Ursino, del resto, è uno navigato in serie B e, grazie ai suoi contatti, è riuscito ad ottenere credibilità agli occhi dei grandi club. Non dimentichiamoci che, quindici anni fa, il Crotone era una sorta di squadra satellite del Cosenza. A distanza di anni le parti si sono invertite con i pitagorici capaci di evitare i passi più lunghi della gamba e permettersi diamanti grezzi da levigare.
Non dico assolutamente che Guarascio debba fare lo stesso (le fotocopie raramente escono come l’originale) ma quantomeno deve decidere quello che sarà il suo futuro e quello del Cosenza calcio. Si punterà ancora su Meluso? E Roselli? Quali calciatori sono idonei al progetto Cosenza? Chi lo deciderà e con quali criteri? Sono domande alle quali solo il presidente può rispondere. E badate bene, qui non si chiedere il rinnovo di nessuno ma quantomeno capire quali sono le intenzioni della società.
Perché il primo a dover parlare dopo il pareggio di Andria doveva essere proprio Guarascio.
E invece il patron non ci ha stupito assumendo sempre lo stesso atteggiamento.
Il Crotone è stata la terza squadra calabrese ad andare in serie A. La terza squadra calabrese a conquistare la massima serie in trasferta. Ora tocca a noi, per la legge dei grandi numeri. E lo faremo al Marulla, statene certi, diventando i primi a festeggiare la tanto ambita promozione tra le mura amiche.
Il sottoscritto ci crede e non fa parte di quel vittimismo che è solo un modo ambiguo e aggressivo di chi attribuisce sempre ad altri o al destino quanto ci capita di spiacevole nella vita.
Decidiamo cosa vogliamo essere, caro presidente, perché vivere alla giornata è l’atteggiamento di chi non si pone obiettivi. Avere sogni, desideri o progetti richiede sforzo, impegno, volontà e tanta, tantissima fatica. Solo chi ha un obiettivo da raggiungere sa la strada che deve percorrere. E, caro presidente, solo conoscendo i suoi progetti la gente può decidere se appoggiarla e venire alla stadio. Altrimenti anche i tifosi vivranno alla giornata disertando una stadio che meriterebbe altri palcoscenici.

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