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Cosenza, Guarascio vedrà Meluso e Roselli dopo l’Ischia

Cosenza, Guarascio vedrà Meluso e Roselli dopo l’Ischia

– di Antonio Clausi –
Il progetto tecnico andrà avanti solo con l’obiettivo condiviso di disputare un torneo di vertice. In più c’è la questione del campo di allenamento…

Per il presidente non c’è fretta, quindi qualche giorno in più si potrà aspettare. L’appuntamento però è già stato fissato, presumibilmente a Lamezia Terme. La tavola rotonda con Mauro Meluso e Giorgio Roselli che chiarirà ai due le intenzioni di Eugenio Guarascio, ci sarà subito dopo la gara contro l’Ischia. In più di un’uscita pubblica il patron del Cosenza ha detto di avere le idee chiare. Stessa cosa i supporter rossoblù, che non esitano a chiedere un torneo da protagonisti assoluti quale sbocco naturale del progetto esposto a luglio 2014.

L’ANALISI. La permanenza del direttore sportivo e del tecnico umbro è tutta da valutare, anzi oggi sarebbe un azzardo darla per scontato. I risultati ottenuti in due anni sono dalla loro parte e il numero uno del club ovviamente è consapevole del salto di qualità effettuato dalla squadra. Anche l’amarezza per non aver centrato i playoff ha lasciato spazio ad una fredda analisi degli ultimi 18 mesi. La valorizzazione del brand tramite il miglioramento della classifica e la valorizzazione dei calciatori in organico sono elementi fondamentali nella sua valutazione. Anche per un presidente come Guarascio, fortemente influenzabile dall’opinione pubblica, l’aspetto imprenditoriale viene prima di tutto e quando si ottimizza il rapporto tra costo e produzione, il passo successivo sarebbe scontato. Solo che il calcio non è un’azienda e sul proseguo del rapporto di lavoro tra le parti ci sono variabili aleatorie difficilmente calcolabili.

LE VOLONTA’. Guarascio, Meluso (in scadenza al 30 giugno) e Roselli (in scadenza nel 2017) vorrebbero continuare insieme a porre le basi per un Cosenza in Serie B. Per farlo, tuttavia, serve attrezzarsi di conseguenza. Il campionato che volge al termine e che potrebbe ancora regalare un clamoroso colpo di coda, è stato condotto al di sopra delle aspettative. Ciò non vuol dire che i tre non abbiano commesso errori: il patron non ha rinforzato l’organico al momento giusto, il ds ha commesso qualche valutazione errata in fase di mercato (vedi Raimondi, ndr) e l’allenatore non è stato impeccabile in un paio di match. Il punto è che dopo una stagione del genere, logica vorrebbe che si colmasse il gap tecnico-numerico con i cinque-sei sodalizi che hanno investito maggiormente nell’estate del 2015.

I NODI DA SCIOGLIERE. Guarascio all’inizio della prossima settimana sarà chiaro da subito e basterà un minuto per rassicurare o meno i suoi interlocutori, che a partire dall’1 luglio avrebbero tutto da perdere se non messi nelle condizioni di stazionare stabilmente nei dintorni della vetta. Insomma, la permanenza del direttore sportivo e, probabilmente, dell’allenatore dipende dai programmi del presidente. Non solo, perché non avere un campo di allenamento è diventata una barzelletta. Le promesse della politica sono rimaste vane e, considerata la campagna elettorale, ci sarebbe poco da fidarsi delle nuove.

 

 

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