Tutte 728×90
Tutte 728×90

Passarella finale e missione compiuta. Ecco i miei Oscar al campionato

Passarella finale e missione compiuta. Ecco i miei Oscar al campionato

di Gianluca Gagliardi*
Il Cosenza si è distinto per compattezza del gruppo, per umiltà e concretezza, tutte qualità sinonimo dell’ottimo lavoro di ds e tecnico. Benevento meritatamente in B.

Parto dalla fine e da quella che resta l’unica cosa certa: primo posto Benevento promosso in B; secondo Foggia, terzo Lecce, quarta Casertana che vanno ai playoff; 14esimo Monopoli, 15esimo Melfi, 16esimo Martina, 17esima Ischia che giocheranno i playout, ultima la Lupa Castelli già retrocessa in D. Sorprese? Nessuna. Recriminazioni? Tante.

In mezzo alla classifica ci sono tante squadre con al comando il Cosenza che raggiunge l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione (migliorare posizione dell’anno precedente) e che vede in fondo il Catania, per molti la sorpresa in negativo di questo campionato ma non per il sottoscritto.
Questa è la sintesi che chiude una stagione mai così mediocre dal punto di vista tecnico e che ha rispecchiato i veri valori e meriti espressi durante tutta l’annata agonistica.

Vince con merito il Benevento perché è il club che più ha investito negli ultimi anni, perché è una delle società più organizzate in Lega Pro, perché ha creduto nell’obiettivo anche nei momenti negativi, perché ha disposto di un organico importante e vario per caratteristiche, perché guidato dall’allenatore più esperto e oggi saggio tra le prime 4 (escluso Braglia subentrato a torneo in corso).

Il Foggia recrimina per i tanti punti persi a suo modo immeritatamente e per la qualità del gioco espresso. Nello stesso tempo, aggiungo io, dovrebbe fare autocritica per essersi “specchiata” troppo e aver badato più all’estetica che alla praticità! Resta comunque un’annata più che positiva per la vittoria della Coppa Italia!

Il Lecce dopo la vittoria schiacciante al Marulla ha pensato che tutto il resto fosse ormai una formalità in attesa dello scontro con il Benevento e questo non rispecchia la mentalità di un allenatore quale Braglia, ma piuttosto di un ambiente non ancora abbastanza affamato e umile per tirarsi fuori dalla terza serie nazionale.
La Casertana ritengo sia la formazione che più di tutte abbia avuto l’occasione di essere la vera sorpresa e che nei momenti topici si sia suicidata perdendo la bussola con atteggiamenti e decisioni di categorie inferiori. Questo dopo che per quasi due/terzi di campionato era stata indiscussa protagonista. Complimenti al giovane tecnico Romaniello al quale ho visto praticare un gioco “coraggioso” sia in casa che soprattutto fuori, facendo conquistare ai Falchetti punti inizialmente insperati.

Il Cosenza ha raggiunto (senza affanni) l’obiettivo dichiarato ed ha accarezzato l’idea playoff che a un certo punto, dopo la vittoria interna contro la Juve Stabia, sembrava addirittura il minimo raggiungibile visto la classifica corta e il calendario. Lo stesso dava infatti la possibilità di giocarsi il primo posto dovendo ospitare una dietro l’altra al Marulla Lecce, Benevento e Foggia. Oggi l’opinione pubblica è divisa tra chi si ritiene soddisfatta e chi invece parla di occasione persa. Io penso invece che la risposta vada ricercata nel merito da me attribuito al Benevento!

Il Cosenza si è distinto per compattezza del gruppo, per umiltà e concretezza, tutte qualità sinonimo dell’ottimo lavoro svolto dentro e fuori del campo dal direttore sportivo Meluso e dal tecnico Roselli.

Ds e mister bravi soprattutto nelle scelte (a volte sembrate impopolari) fatte in sede di mercato, prediligendo il più delle volte l’uomo al giocatore e tagliando quelli che in gergo vengono chiamati “rami secchi”. Magari non sempre ci siamo divertiti nel vedere i Lupi giocare, ma sempre si è avuta l’impressione di una squadra dura e che è uscita dal campo con la maglia inzuppata dal sudore. Braccino o semplice limite tecnico, hanno comunque impedito a questi ragazzi e soprattutto a questa tifoseria (a proposito, presidente Guarascio i voti li faccia dare ai professori…) di cullare un sogno che a partire da oggi dovrà essere il pensiero fisso di chi guida questa gloriosa squadra.

Dovendo assegnare dei simbolici Oscar premierei per la categoria degli allenatori (Auteri scontato e semplice) Pino Rigoli dell’Akragas, la squadra più divertente la è stata la Casertana del girone di andata, il giocatore (per classe e tecnica espressa sul rettangolo di gioco, meno fuori dal campo) Vacca del Foggia.
Buon lavoro a tutti e un grosso in bocca al lupo a tutti i tifosi rossoblù, arrivederci da mister Gianluca Gagliardi.

*allenatore ex Cosenza e Triestina

Related posts