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AMMINISTRATIVE 2016 | Paolini: «Voglio portare Cosenza sulla Luna». I Gentile in prima fila

AMMINISTRATIVE 2016 | Paolini: «Voglio portare Cosenza sulla Luna». I Gentile in prima fila

Il candidato a sindaco del Pse tiene il suo comizio nel cuore di corso Mazzini. Ricco di significato l’abbraccio con Pino Gentile sul palco dopo gli applausi degli elettori. «Hanno manifestato la loro coerenza»

Enzo Paolini ha chiesto di scegliere tra due piazze, quella degli altri e la sua. «Da noi – ha detto – vince la democrazia e la costituzione. Si può non essere d’accordo, ma si discute. Imporre qualcosa non mi appartiene». Lo slogan con cui l’avvocato-rugbista aveva chiamato a raccolta i suoi elettori per il comizio nel cuore dell’isola pedonale è stato svelato. «Sogno di portare Cosenza sulla Luna – ha ammesso a margine della propria “arringa” – Potrò anche essere un sognatore, ma il luogo preposto per parlare della città è all’interno del Consiglio comunale. E’ lì che vanno risolti i problemi e partorite le idee vincenti». A suo sostegno in platea c’erano, tra i tanti, Sergio Nucci, Roberto Sacco e Giovanni Cipparrone, ma la prima fila era per le guest star del pomeriggio: Pino e Katya Gentile. Ricco di significato l’abbraccio con l’ex sindaco di metà anni ’80 e attuale vicepresidente del Consiglio regionale. «Non conosco i motivi tecnici dell’esclusione della lista Cosenza Popolare – ha chiosato Paolini – ma con loro parliamo lo stesso linguaggio. Abbiamo pareri diversi in tema di adozioni e antiproibizionismo, temi scottanti, ma quando i codici sono gli stessi è il dialogo a prevalere». Facendo un passo indietro, il candidato alla carica di sindaco del Partito Socialista Europeo ha dichiarato di voler uscire dal linguaggio politichese e di voler confrontarsi apertamente con i suoi avversari. «Se le primarie non si sono fatte è colpa del Pd che tra le altre cose ha la norma nel suo statuto e non ha rispettato i cittadini», aggiungendo che «probabilmente le avrebbero perse e se le avessero truccate avrebbero perso comunque». E ancora: «Dobbiamo darci delle priorità e prendere decisioni difficili perché la città di Cosenza merita di essere amministrata in un certo modo, affrontando tutti i problemi e le possibili soluzioni all’interno del consiglio comunale come avvenne nel passato», ossia ai tempi di Giacomo Mancini «quando consegnammo al Consiglio Superiore della Magistratura un documento del consiglio comunale sulla costituzionalità delle leggi». gentile pino e katya

Dal Consesso comunale quindi dovranno passare le decisioni relative al Castello Svevo, piazza Bilotti e la costruzione del nuovo ospedale, nonché della metropolitana leggera. «Dobbiamo essere la generazione che utilizza le prime risorse amministrative nell’interesse dei cittadini». E parlando di politiche sociali, discute delle cooperative B dove lavorano anche quelle persone che in passato hanno avuto a che fare con la giustizia. «Serve merito e produttività, possiamo aumentare le ore e dare più dignità a quei lavoratori che dovranno sostituire quei servizi che oggi sono esternalizzati». Paolini pretende «una sanità municipalizzata seria con prestazioni di eccellenza», mentre ritiene che la cultura debba essere valorizzata nel migliore dei modi visto che «i nostri teatri, in primis il Rendano, sono in condizioni disastrose». La coalizione che sostiene l’avvocato cosentino pensa che la campagna elettorale debba essere incentrata non sul nome del candidato sindaco ma su coloro i quali intendono credere in un progetto a quanto pare molto ambizioso ma non distante da quello dell’Alleanza civica progressista di Carlo Guccione. Al Pd, nel corso dell’incontro con i giornalisti, le battute col dente avvelenato: «Io sono per l’unità del centrosinistra» e in effetti dopo il ritiro di Lucio Presta aveva detto di essere pronto a discutere delle scelte future «ma dei tradimenti di Mario Oliverio e Carlo Guccione francamente me ne infischio». Agli elettori manda un messaggio ben preciso: «Non accontentatevi mai, bisogna capire che disuniti si perde e oggi c’è bisogno di remare in un’unica direzione». Qualora dovesse arrivare al ballottaggio – «perché il primo turno sono le primarie del centrosinistra», ha sottolineato – con il sindaco uscente Mario Occhiuto promette «di parlare e confrontarmi con chi mi ha tradito ieri e oggi, con chi non mi stima e con chi ha qualcosa da proporre, perché io sono abituato ad affrontare tutte le questioni nel rispetto delle leggi e della democrazia».

paolini bandieraHa le idee chiare anche sui motivi che dovrebbero portare i cittadini di Cosenza a votare per lui: «Perché non siamo tutti uguali e questa piazza lo dimostra». Lui si rivolge anche ai ragazzi che «non devono avere paura di discutere e dissentire perché loro sono portatori delle nostre idee», mentre chiede la fiducia «alla destra liberale, alle famiglie cattoliche che vorrebbero una città di pace ma anche di segni» perché «i nostri candidati non devono firmare alcun codice etico e la moralità risiede nei nostri comportamenti». Riferendosi alla polemica sollevata dal Pd sulle somme date dal Comune a Occhiuto per dei lavori pregressi dice che «non è sensato parlare dei debiti personali di un candidato» ma sottolinea di non essere mai fallito e di essersi fatto cinque giorni di carcere in tutto per disobbedienza all’uso delle armi nel servizio militare e per la legge sull’aborto. «Se dovessi inciampare ricomincerei daccapo» e ribadisce che il Pd ha messo veti sul suo nome «perché non sono uno di loro, anche se la doppia morale che mettono davanti non è tanto legittima». Infine un passaggio sulla presenza in prima fila di Pino e Katya Gentile. «Hanno manifestato la loro coerenza anche se siamo consapevoli che su alcuni temi di carattere generale la pensiamo in modo diverso. La loro è una testimonianza molto importante, perché hanno scelto di aderire a un progetto e la presenza odierna dice ciò. Mi auguro che il problema della lista possa risolversi». Nel pubblico vi erano i simpatizzanti storici di Paolini e tanti residenti dei quartieri più popolari, nonché alcuni candidati di “Cosenza Popolare”, come Massimo Lo Gullo, che confidano nel ricorso al Tar. Presente anche la sorella del candidato a sindaco. Bel gesto nel finale, quando papà Enzo ha ricevuto da sua figlia un mazzo di fiori sul palco. (a. a.)

palloncino paolini

massarini giusy

 

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