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Sanità in fibrillazione. Guardie Mediche a rischio chiusura

Sanità in fibrillazione. Guardie Mediche a rischio chiusura

L’idea del governo è di non garantire più l’assistenza gratuita al cittadino per 24 ore, ma di scendere a 16. A rischio centinaia di posti di lavoro e il collasso del Pronto Soccorso.

Santità al collasso. Il rischio di default è talmente alto da aver fatto scattare l’allarme rosso tra i medici. La paventata rivoluzione che vorrebbero mettere in atto il governo Renzi e il ministro Lorenzin riguarda l’assistenza per la popolazione. Da un servizio sanitario h24, si passerebbe ad uno h16. Insomma, come indirizzare una delle conquiste sociali e civili più invidiate del mondo verso la privatizzazione.

LA SITUAZIONE ATTUALE. Gli italiani oggi hanno una copertura gratuita per l’intera giornata: dalle 8 alle 20 da parte del medico di base e dalle 20 alle 8 da parte delle guardie mediche sparse sul territorio. E’ proprio il lavoro notturno che fa la differenza e che rende appena sufficiente l’autonomia del 118 e dei Pronto Soccorsi dello stivale. In molte parti del paese, ma in Calabria specialmente, mezzi e uomini sono già insufficienti così: pensare di dover intervenire con urgenza anche per semplici codici bianchi a chilometri di distanza potrebbe diventare un clamoroso autogol. Questo perché l’opinione di Palazzo Chigi è di reindirizzare il tutto verso i PS degli ospedali.

LA NOVITA’ DELLE ATF. A sconvolgere le abitudini dei pazienti sarebbe l’introduzione delle famigerate ATF – Aggregazioni territoriali funzionali – dove i singoli medici di base verrebbero sistemati collettivamente. E gli studi attuali? Chiusi. Chiunque avrebbe così a disposizione non “il” proprio medico di famiglia, bensì “un” medico di famiglia di servizio nella fascia oraria che rimarrà operativa dalle 8 alle 24 da lunedì al venerdì e dalle 8 alle 20 nei fine settimana: il famoso passaggio dall’h24 all’h16. Il dottore che prenderà casualmente in consegna il paziente avrà comunque a disposizione un database dove consultare la scheda dello storico. Da qui la facoltà di intervenire sulle patologie in essere in continuità con quanto avveniva prima. L’idea del ministro Lorenzin è creare in questi centri grandi poliambulatori dove spersonalizzare il rapporto con il camice bianco, ma offrire sulla carta più servizi.

LE NOTTI. La conseguenza immediata porterebbe all’abolizione delle Guardie Mediche, la perdita del posto per centinaia di medici non di ruolo e come detto il collasso del Pronto Soccorso. Sì, perché fuori dalla copertura oraria delle ATF, un paziente dovrebbe rivolgersi direttamente al 118. Il cambiamento sarebbe traumatico in quanto, specialmente nell’entroterra delle regioni come la Calabria, gli ambulatori sono l’unico punto di riferimento per intere comunità. Il Pronto Soccorso si ritroverebbe di colpo sovraffollato anche per urgenze da codice bianco e correrebbe il rischio di non avere mezzi a disposizione per le vere emergenze perché impegnati a raggiungere località collegate male finanche per un allarme infondato. Da qui il rischio che possano sorgere attività private a pagamento e non accessibili dall’intera popolazione.

TEMPI BREVI? L’atto di indirizzo è stato già approvato ed inviato ai capoluoghi. Il via-libero definitivo fanno sapere che non arriverà prima del faccia a faccia con i sindacati e con gli assessori alla Sanità delle singole regioni. A Roma, tuttavia, c’è chi giura che il cambiamento epocale è alle porte.

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