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AMMINISTRATIVE 2016 | Trumper: «Ecco perché mi candido con Formisani»

AMMINISTRATIVE 2016 | Trumper: «Ecco perché mi candido con Formisani»

Il docente universitario spiega le ragioni che lo hanno portato a candidarsi alla carica di consigliere comunale per la lista “Cosenza in Comune”. L’intervento è stato pubblicato sulla pagina Facebook del candidato sindaco Valerio Formisani

Un gallese che ha deciso di vivere a Cosenza. In sintesi, la storia del professore universitario John Basset Trumper che ha scelto di candidarsi alla carica di consigliere comunale con il medico Valerio Formisani, candidato sindaco di “Cosenza in Comune”. «Le domande più frequenti che mi rivolgono in questo periodo, mi permettono di dire quello che serve sapere di me e della mia scelta di candidarmi. Io penso che la politica sia un mestiere; precisamente. Un calzolaio improvvisato è un cattivo calzolaio, un amministratore impreparato è una disgrazia per i suoi amministrati. In inglese, si dice “Jack of all trades, master of none”, “chi dice di saper tutto, non sa far bene niente”, per cui, alla domanda “chi te lo fa fare?”, rispondo che lo faccio per dare il mio contributo su ciò di cui mi sono sempre occupato, in sostegno ad un gruppo di persone le cui competenze e proposte corrispondono a molte delle mie convinzioni». La nota è stata pubblicata sulla pagina Facebook di Formisani. «“Che cosa ci guadagno?” Io credo molto e, seconde me, non solo io. Ora che, per scelta, sono venuto ad abitare a Cosenza, ciò che posso guadagnare da una buona amministrazione del mio comune è moltissimo: poiché non ho interessi nell’edilizia, mi serve un buon uso del territorio, il recupero intelligente dell’esistente; poiché non devo sistemare nessuno, men che meno me stesso, non ho interesse a scambi elettorali; siccome ho passato tutta la vita, e continuerò a farlo qui – se mi sarà permesso – a studiare e a preservare la conoscenza e la bellezza, sono interessato alle vere ricchezze della mia città; chi scambia l’oro dell’arte, dell’architettura, della cultura di Cosenza con l’ottone dei murales, degli interventi discutibili, delle auto-celebrazioni, fa un danno a me e a molti». E ancora: «Il mio cuore, anatomicamente, è a sinistra, assicurano i cardiologi che mi hanno curato, ma io preferisco rovesciare i termini della questione. Se penso a cosa è importante, a che cosa ritengo degno, morale, e anche bello, sul piano estetico, che cosa apprezzo nelle persone, che cosa cerco in coloro che giorno per giorno, determineranno la mia vita governando la mia città, mi accorgo che spesso tutto si tiene, tutto si concentra nel modo di concepire la cittadinanza. Che poi questo si possa chiamare Sinistra, da linguista, mi interessa magari in senso tecnico. Ma non cambia le cose. Poiché ognuno è figlio della sua storia, io penso cha la mistificazione più grande sia far credere che il buon governo, fondato sulla somma di azioni concrete, quotidiane, sia un’utopia di lunatici che non sanno come va il mondo». In conclusione scrive: «Mio nonno, di cui porto il nome, come sindaco laburista di una città del Galles, negli anni Venti, amministrava un territorio deturpato dall’industria estrattiva e dalle acciaierie; non era certo un astratto intellettuale. Nella foto che ho scelto, sta inaugurando un bellissimo parco: il suo welfare consisteva anche nel dare a tutti i cittadini le stesse opportunità di avere del verde intorno, di fare sport. Quel parco ancora esiste».

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