Tutte 728×90
Tutte 728×90

AMMINISTRATIVE 2016 | Il Consiglio di Stato ammette la lista dei Gentile. Il Senatore: «Giustizia è fatta» [Le motivazioni]

AMMINISTRATIVE 2016 | Il Consiglio di Stato ammette la lista dei Gentile. Il Senatore: «Giustizia è fatta» [Le motivazioni]

La lista “Cosenza Popolare” ritorna al fianco di Enzo Paolini. In serata la sentenza dell’organo collegiale che ha accolto il ricorso avanzato dall’avvocato Giovanni Spataro

Il Consiglio di Stato ha ammesso la lista dei Gentile “Cosenza Popolare”, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Giovanni Spataro. Kaya Gentile, su Facebook, esprime tutta la sua gratitudine a nome dei candidati alla carica di consigliere comunale per il risultato ottenuto dal legale del foro di Cosenza. «Ricorso accolto. Un grazie di cuore da parte di tutti i ragazzi della lista al grande avv. Giovanni Spataro».

antonio-gentileIl Senatore Antonio Gentile, contattato da Cosenza Channel, ha così commentato: «Giustizia è fatta. Anche se partiremo fuori tempo massimo, siamo sicuri di ottenere un grande risultato per il polo moderato a Cosenza. Certo, se i controllori» riferendosi alla commissione elettorale «avessero fatto il loro dovere senza riserve non si sarebbero persi questi dieci giorni di campagna elettorale. Di questo ne parleremo in altra sede, per tutte le liste che sono state ammesse e per l’ostracismo che ha subito Cosenza Popolare». Poi una riflessione sul momento politico cittadino: «Il clima è limaccioso, ci sono situazioni poco chiare che la politica doveva risolvere all’atto della presentazione delle liste. Non ci dobbiamo lamentare se a volte la magistratura occupa e svolge un ruolo di supplenza». Infine il sottosegretario allo Sviluppo Economico, nonché coordinatore del Nuovo Centrodestra calabrese, conclude il suo pensiero con un auspicio: «Lavoreremo come sempre con correttezza e serietà per far uscire la nostra amata Cosenza dal degrado politico, amministrativo e morale cui è stata cacciata negli ultimi anni». Uno dei primi a telefonare all’avvocato Giovanni Spataro è stato proprio Enzo Paolini, visibilmente emozionato. «Esprimo grande soddisfazione – ha detto il legale di “Cosenza Popolare” – per l’esito del ricorso vista la grande importanza dei temi giuridici trattati dinanzi al Consiglio di Stato che ha avuto il grande merito di mutare orientamento rispetto al passato e di far prevalere la sostanza sui formalismi procedurali e questo a tutto vantaggio del diritto di elettorato passivo e della libera espressione democratica del voto».

LE MOTIVAZIONI. Nel dettaglio ecco le motivazioni della sentenza emessa dalla terza sezione, composta dal presidente Luigi Maruotti, dal consigliere estensore Carlo Deodato e dai consiglieri Silvestro Maria Russo, Vincenzo Lopilato e Massimiliano Noccelli. «Gli appellanti hanno depositato originariamente le dichiarazioni ‘incomplete’, producendo poi alla commissione elettorale le dichiarazioni ‘complete’, entro il termine e nei casi previsti dall’art. 33, ultimo comma, del testo unico approvato con il d.P.R. n. 570 del 1960; b) essi sono stati fuorviati dalla originaria dichiarazione del segretario comunale, che ha erroneamente dato atto della produzione di tutte le dichiarazioni richieste dalla legge; c) pur se ciò non è stato affermato da Cons. St., sez. V, 9 maggio 2014, n. 2388, e sez. V, 9 maggio 2014, n. 2388, vi è un «rapporto di stretta connessione e di continuità» tra l’art. 58 del d.lg. n. 267 del 2000 e l’art. 10 del d.lg. n. 235 del 2012, tanto che lo stesso legislatore (all’art. 17, comma 2, del d.lg. n. 235 del 2012) ha segnalato la sostanziale continuità normativa tra le stesse disposizioni, al punto da disporre che «i richiami agli articoli 58 e 59 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ovunque presenti, si intendono riferiti, rispettivamente, agli articoli 10 e 11 del presente testo unico»; d) al momento in cui è stato formalizzato il diniego di riesame impugnato in primo grado, la commissione elettorale aveva acquisito la formale documentazione da cui risultava l’effettiva sussistenza di tutti i presupposti, per la partecipazione della lista in questione alla competizione elettorale; e) già in sede amministrativa si sarebbe dovuto fare applicazione del favor partecipationis, per il quale – in assenza di sostanziali ragioni ostative – va consentita la più ampia partecipazione delle liste alle competizioni elettorali». Così «per le ragioni che precedono, l’appello in esame va accolto e, in riforma della sentenza impugnata, va annullato l’atto di rigetto della istanza di riesame presentata in sede amministrativa e va disposta l’ammissione della lista in questione alla competizione elettorale. Sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese e gli onorari del doppio grado di giudizio». (a. a.)

Related posts