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Di Marzio a Meluso: “Conferma Corsi, mi dicono sia forte”

Di Marzio a Meluso: “Conferma Corsi, mi dicono sia forte”

Aula magna dell’Unical stracolma per il figlio del Seminatore d’Oro. “Padovano era il mio idolo, indossavo camicie a fiori e portavo i capelli lunghi per lui”.

Giornata di sport, condita dalla presenza dall’eloquenza di Gianluca di Marzio: questo, e molto altro, nell’incontro di stamattina tra l’esperto-Sky di mercato e gli studenti dell’Unical organizzato da Kevin Marulla e Michele Cosenza. Di Marzio, legato a doppio filo con la città calabrese per i trascorsi del padre (Gianni, prima allenatore ed artefice della promozione in B dell’87/’88, poi direttore sportivo), ha dilettato ed appassionato i presenti con storie che, tanto lontane dalla realtà, sembravano materializzarsi grazie ai racconti del protagonista: «Quando la Juve prese Tevez, o quando l’Inter esonerò Mazzarri per riportare Mancini a Milano, fui il primo a saperlo. Certo, qualche volta ho cannato anch’io, come quando mi dissero che Vieri sarebbe andato alla Juve e, il giorno dopo, firmò col Milan». Molte le domande degli studenti sul calciomercato delle big, ma anche qualche ricordo di Bergamini, Marulla e Catena e, soprattutto, l’evoluzione del mercato nell’era dei social network, vero tema dell’incontro: «Ci sono 600.000 persone su twitter e 700.000 su facebook che da me si aspettano il massimo: alcune volte non riesco neanche a cenare per rispondervi, rendetevi conto… [ride, ndr]». Un incontro fruttuoso, dunque, con qualche accenno anche al mercato del Cosenza, fatto a mo’ di battuta, e la promessa di rivedersi: «Mi hanno detto che Corsi ha fatto molto bene, consiglierei al ds Meluso (presente tra gli oratori, ndr) di confermarlo… Manco al San Vito da anni, ma prometto di tornare prima possibile, non appena ne avrò occasione». E Cosenza, siamo sicuri, lo accoglierà a braccia aperte come quando da bambino sognava di emulare Padovano. «Indossavo camicie a fiori come Michele, anche i capelli lunghi gli copiai. I giorni trascorsi qui sono stati indimenticabili».

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