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Provincia di Cosenza, clima di tensione: una dipendente si sente male

Provincia di Cosenza, clima di tensione: una dipendente si sente male

Il dg Molinari ha inviato una lettera al prefetto Tomao affinché intervenga «a tutela dei diritti dei lavoratori dell’ente». Intanto Franco Bruno attacca: «Una parte politica si comporta in maniera spregiudicata»

Il direttore generale della Provincia, Antonio Molinari ha scritto, questa mattina, una lettera al prefetto Gianfranco Tomao, chiedendogli di intervenire a tutela dei diritti dei lavoratori dell’ente. Nel corso della mattinata, infatti, una lavoratrice ha accusato un malore in seguito a discussioni concitate tra consiglieri provinciali ed esponenti politici, tanto che è stato necessario l’intervento dell’ambulanza del 118. Molinari ha quindi deciso di investire direttamente il prefetto a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori dell’ente, che hanno tutto il diritto di svolgere la loro attività in un clima sereno, senza in alcun modo subire pressioni di nessuna natura e nel pieno rispetto della loro dignità professionale e personale.

CLIMA DI TENSIONE. Intanto Franco Bruno in una nota stampa spiega che «a seguito della sentenza del Tar n.1060/2016, oggetto di impugnativa presso il Consiglio di Stato, si è determinato all’interno dell’amministrazione provinciale un clima surreale e intimidatorio nei riguardi di chi svolge diligentemente il proprio lavoro all’interno dell’ente. Un clima che potrebbe avere serie ripercussioni sulla regolare gestione dell’attività amministrativa e che potrebbe rallentare, se non addirittura bloccare, la regolarità della gestione dell’ente e l’erogazione dei servizi ai cittadini contribuenti». E ancora: «Una situazione di grande difficoltà, che una parte politica sta fagocitando in maniera spregiudicata» e il riferimento sembra rivolto al Pd «che si sta già ripercuotendo sul rallentamento dei servizi ma che, siamo fiduciosi, presto sarà fermato dal prossimo passaggio giudiziario che farà chiarezza nel ripristinare la volontà democratica di chi, nelle ultime elezioni, ha voluto alla guida della Provincia, dopo decenni di politica di centrosinistra, una persona simbolo del cambiamento». Insomma ci sarebbe un «clima di caos che, in questi giorni, sta vivendo la Provincia è dovuto anche alla confusione generata dalla legge Delrio, tanto che il segretario generale dell’ente ha chiesto, in tale incertezza legislativa, il tempo necessario per sciogliere alcuni dubbi, ritenendo dubbia la legittimità dell’irrituale consiglio, convocato questa mattina, in tutta fretta dal consigliere provinciale Graziano Di Natale, autoproclamatosi vicepresidente facente funzioni, in virtù della sua presunta qualifica di consigliere anziano. Qualifica che, tra l’altro, se anche fosse appurata, non gli consentirebbe di convocare alcun consiglio provinciale, ma al massimo di presiederlo alla prima seduta. Se non ci fossero di mezzo le sorti di 155 Comuni e di migliaia di cittadini, verrebbe da pensare che si tratti di uno scherzo di pessimo gusto. E duole constatare che, proprio come nella seduta del mio insediamento da vicepresidente della Provincia avevo chiesto di evitare, gli interessi politici che riguardano altri enti prossimi alle elezioni, oggi hanno preso il sopravvento, influenzando, in negativo, il buon funzionamento di un’amministrazione così importante per i cittadini di tutta la provincia». Infine Bruno conclude così. «Attendiamo, dunque, che il Consiglio di Stato metta la parola definitiva su questa vicenda, sperando che la sentenza ci sia favorevole e possa essere riaffermata la legittimità delle scelte compiute dal Presidente Occhiuto, in modo da far proseguire le buone pratiche di questa amministrazione provinciale».

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