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AMMINISTRATIVE 2016 | Delio Di Blasi con Formisani: «Edilizia popolare, sanità e rifiuti. Cambiamo tutto» [VIDEO]

Il candidato a consigliere della lista Cosenza in Comune sottolinea: «No ai potentati e sì all’abbattimento dei costi con la riqualificazione di territorio ed economia».

Sindacalista da una vita con la Cgil che ad un certo punto gli voltò le spalle, è stato accolto a braccia aperte da un paio d’anni nell’Unione dei Sindacati di Base (USB) ed ha in Rifondazione Comunista l’area di riferimento. A guardarlo ricorda i compagni degli anni ’70 con l’Unità sotto il braccio. Poco importa che sia il Manifesto ad essere poggiato sul tavolo tra gli appunti sparsi qua e là all’ora dell’appuntamento. Delio Di Blasi è prossimo, come gran parte della sinistra italiana, a rimpinguare le schiere del nuovo Partito Comunista che ha scelto l’effige tanto cara a Berlinguer come simbolo da ripresentare agli elettori. Non una semplice scelta di marketing comunicativo, qualcosa di molto di più. A Cosenza è un volto noto nel sociale, quasi fisiologica pertanto la sua presenza nella lista a sostegno di Valerio Formisani. «La sua candidatura non è figlia di un apparato o di accordi a tavolino – spiega – ma di un percorso condiviso da persone operative in vari campi. Certo, al nostro interno c’è anche la componente politica, ma ciò che ci rende davvero lista civica è il contributo di uomini e donne appartenenti anche all’associazionismo cittadino. L’idea di avere un nostro rappresentante in lizza per Palazzo dei Bruzi nacque in una partecipata assemblea al Teatro dell’Acquario da cui poi scaturì un dibattito e uno scambio di idee».

Cosa l’ha spinta a candidarsi?
«Il degrado in cui versa Cosenza che si è accentuato col passare degli anni. La disoccupazione supera il 33%, quella giovanile il 65%: c’è precariato ovunque e i neo-laureati non fanno eccezione. Visto la mia attività, ho ritenuto opportuno provare a mettermi in azione contro i potentati».

Si parla di opere pubbliche da completare e altre da realizzare. Se oggi fosse consigliere comunale su cosa punterebbe?
«Di certo non sulle grandi opere alle quali ci opporremo con fermezza. Entro nello specifico partendo dal 2000. Da allora sono stati stanziati quasi 65 miliardi di euro per la Calabria, molti dei quali destinati a Cosenza per le realizzazioni di Piazza Bilotti, del ponte di Calatrava, per la ricerca del tesoro di Alarico che non esiste ecc… Questo ha fatto sì che continuassero ad arricchirsi in pochi. La metro leggera? Non avrà mai un bacino d’utenza di 40mila pendolari ed è destinata a gravare sulle casse pubbliche come l’idea presentata circa il nuovo ospedale. Questa ha sembianze molto simili ad una promessa elettorale, intanto la gente ha difficoltà a curarsi. La nostra idea è innanzitutto decongestionare l’Annunziata creando sul territorio nuovi ambulatori che guardino alla prevenzione e alla specialistica. E’ ormai chiaro che non si possa convogliare tutto sul Pronto Soccorso, ecco perché diviene fondamentale sfruttare il territorio».

Raccolta rifiuti: ritiene che la città di Cosenza sia più pulita o più sporca?
«Escludendo la vetrina di Corso Mazzini, è più sporca. Basta farsi un giro in periferia e nei quartieri popolari per appurare tale dato. La differenziata non ha regalato i frutti sperati e costa 8,5 milioni all’anno. Altre città puntano sulla “strategia dei rifiuti zero” (è una strategia che ha la finalità al termine di un ciclo di trattamenti di tramutare i rifiuti in materie prime seconde e non prevede l’utilizzo delle forme di smaltimento ad alto rischio di inquinamento, ndr) e stanno ottenendo grossi risultati. Scontato, inoltre, che ci troveranno sulla barricata opposta tutti coloro che proporranno il sorgere di nuovi inceneritori».

La doppia preferenza dà un vantaggio alle donne?
«E’ uno strumento non esaustivo. A prescindere, la nostra lista è equamente divisa a metà».

Cosenza ha bisogno di una riqualificazione che parta dai quartieri fino al centro storico oppure è necessario ampliare il territorio?
«I tempi per l’area urbana sono ormai maturi, ma questo non deve distogliere l’attenzione dai problemi dei singoli quartieri che sono di carattere strutturale, occupazionale ed edilizio. Per il Centro Storico, ad esempio, è concreto il rischio di un crollo dopo l’altro. Si potrebbe pensare ad una forma di auto-recupero dove i destinatari sarebbero proprio i cittadini desiderosi di lavorare. Esistono 20mila vani vuoti: è sacrosanto rilanciare un’edilizia popolare e garantire il diritto all’abitare. A Piazza Toscano, inoltre, c’è un immenso patrimonio artistico lasciato all’incuria: l’erba ha raggiunto altezze vergognose. Vorremmo ridare lustro alla zona dei Casali, esaltandone le qualità originarie circa la vocazione agricola. Perché non creare delle convenzioni con prodotti a chilometro zero da sfruttare nelle mense pubbliche? Si abbatterebbero notevolmente i costi di gestioni…»

Se dovesse vincere il suo candidato a sindaco, come utilizzereste la nuova piazza Bilotti?
«E’ stata una scelta sbagliata realizzarla, perché è impensabile avere un parcheggio al centro di Cosenza che aumenterà l’utilizzo di mezzi privati. In città c’è una media di 64 autovetture ogni 100 abitanti. Per noi era meglio un parcheggio agli ingressi della città e rafforzare il servizio pubblico. Un biglietto unico di 1,50 euro per i trasporti in tutta l’area urbana potrebbe rappresentare una svolta concreta al problema del traffico che paralizza le strade del centro».

Se non fosse candidato chi voterebbe degli aspiranti consiglieri comunali?
«Sicuramente qualcuno della nostra lista. Sono tutti preparati, sia gli uomini che le donne».

Indichi una cosa che non è nel programma della coalizione che vorrebbe proporre al suo futuro sindaco.
«Il nostro programma è in evoluzione continua, ma sulla questione rom ho letto affondi razzisti e xenofobi. Indicherei pertanto con estrema chiarezza che esiste la necessità di garantire a tutti, come impone la Costituzione, la libertà di culto e di espressione. A Torino e Firenze la costruzione di una moschea ha creato integrazione. A Cosenza farebbe lo stesso».

Alla chiusura dei seggi pensa di andare a dormire o seguirà costantemente l’esito dello spoglio?
«Impossibile chiudere gli occhi, non andrei a letto in ogni caso». (Antonio Clausi)

 

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