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La Chiesa cosentina gioisce per l’assoluzione di padre Fedele. Ora torni a celebrare la messa

La Chiesa cosentina gioisce per l’assoluzione di padre Fedele. Ora torni a celebrare la messa

L’arcivescovo Francesco Nolè esprime tutta la sua soddisfazione «e il ringraziamento a Dio per la felice conclusione di questo triste capitolo che ha visto coinvolto padre Fedele Bisceglia per molti anni». 

Alla gioia del popolo, si aggiunge la soddisfazione della chiesa cosentina. Così padre Fedele incassa la sentenza, forse quella più importante, del Clero che negli anni passati ai più è sembrato troppo distaccato e molto cauto rispetto a una vicenda che conteneva tanti lati oscuri che finalmente la giustizia italiana ha chiarito definitivamente, assolvendo il monaco-ultrà dall’accusa di aver violentato una suora all’interno dell’Oasi Francescana. Accuse che si sono sciolte come neve al sole circa un anno fa, quando la Corte d’Appello di Catanzaro nell’ambito del secondo processo di secondo grado dichiarò innocente padre Fedele, cancellando la condanna inflittagli in primo e secondo grado a nove anni e tre mesi di carcere. Accuse, dicevamo, prive di qualsiasi fondamento istruttorio dato che nel corso dei gradi di giudizio, e in particolare nell’Appello bis, è venuta fuori l’inattendibilità della suora che, dal punto di vista soggettivo e oggettivo, è stata valutata in tutte le sue sfaccettature evidenziando come i suoi racconti fossero incongruenti e illogici. La Corte di Cassazione in due distinti momenti, prima annullando con rinvio la condanna e poi confermando la sentenza assolutoria, ha messo fine al pasticcio giudiziario che undici fa coinvolse – alla luce dei processi – un uomo innocente.

L’ARCIVESCOVO. «La nostra Chiesa, che confida nel suo Signore ma anche nell’operato della Magistratura e degli inquirenti, guidata dal suo arcivescovo Francesco Nolè, esprime la gioia e il ringraziamento a Dio per la felice conclusione di questo triste capitolo che ha visto coinvolto padre Fedele Bisceglia per molti anni». Nella nota si legge anche che «l’assoluzione dalle accuse mosse contro il religioso che si sono rivelate destituite da ogni fondamento e per questo la Chiesa cosentina gioisce con lui e per lui nella certezza che la verità si fa sempre strada anche nelle fatiche umane. L’Arcivescovo vita ad immergersi con fiducia nel cuore misericordioso di Cristo affinché quest’anno giubilare sia la cristiana esperienza di lavacro interiore nella comune ricerca della santità e della piena comunione con Dio». Dalle parole, però, si passi ai fatti. La stessa Chiesa cosentina che oggi festeggia l’assoluzione di padre Fedele, metta quest’ultimo nelle condizioni di poter celebrare la messa. Non è un diritto, ma è un dovere. (a. a.)

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