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Cosenza, Corsi e Criaco chiedono un biennale. Può tornare Vutov

Cosenza, Corsi e Criaco chiedono un biennale. Può tornare Vutov

Cerri ha imbastito la trattativa con i due calciatori. Contatti con l’Udinese per rinnovare il prestito del bulgaro. Più difficili Fiordilino e Arrighini.

La prima giornata di Cerri in rossoblù è stata caratterizzata dagli incontri avuti con Marco Criaco (‘89) e Angelo Corsi (‘89). Simone Ciancio (‘87) è ormai lontano anni luce dal Marulla, allora il Cosenza si è concentrato sui rinnovi dei due calciatori più longevi dell’organico. Entrambi hanno chiesto come prevedibile un contratto biennale: finora hanno sempre sottoscritto accordi di dodici mesi e dopo aver dato tanto alla causa gradirebbero vedere ripagati un minimo i loro sforzi. Cerri ha preso atto della volontà dei ragazzi e nel giro di un paio di giorni cercherà di arrivare al dunque. Tutto secondo copione insomma, compreso l’inizio della trattativa che il club vorrebbe chiudere con una firma fino a giugno 2017. I due hanno ricevuto di recente delle avance provenienti dalla Sicilia: il Messina ha sondato il centrocampista, mentre il Catania dopo lo stesso Ciancio ha chiesto informazioni pure sull’altro terzino di Roselli.

LA PRIMA LINEA. Andrea Arrighini (‘90) è stato un punto fermo a cui il trainer umbro non vuole rinunciare. Il Cittadella lo cerca in B, se l’affare non dovesse concretizzarsi la scelta del bomber pisano sarebbe quasi scontata. Roselli lo vuole per affiancarlo magari a Marotta, per cui andrebbe fatto un sacrificio enorme. Occhio, nel frattempo, alla situazione relativa ad Antonio Vutov (‘96): Cerri parlerà con l’Udinese per capire se esistono i presupposti per rinnovare il prestito. Lo stesso discorso verrà affrontato col Palermo per Luca Fiordilino (’96), inseguito dall’Ascoli: serve tempo. Su Giovanni Cavallaro (‘82) il nuovo capo dell’area tecnica rossoblù è stato sibilino in conferenza stampa: “Ha la clausola per la riconferma – ha detto – la valuterò con la società”. Di sicuro non è una dichiarazione d’amore. (Antonio Clausi)

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