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Guarascio, l’Ercole rossoblù

Guarascio, l’Ercole rossoblù

– l’editoriale di Piero Bria –
La scelta di Cerri è arrivata dopo giornate di duro lavoro culminate con un messaggio dell’ufficio stampa a nome del patron: “Non ho mai lavorato tanto per il calcio come in questi giorni”.

Qualche settimana fa, prima che arrivasse l’ok di Cerri come nuovo responsabile dell’area tecnica, l’ufficio stampa del Cosenza ha inviato un messaggio a tutti i giornalisti a nome del patron Guarascio che citava testualmente: “Non ho mai lavorato tanto per il calcio – ha detto il Presidente – come in questi giorni”. Immaginate Guarascio che scuote il capo dopo ore e ore di colloqui con persone dal profilo idoneo per ricoprire il ruolo di diesse. Non sono le dodici fatiche di Ercole…ma poco ci manca.
Non avendo mai lavorato così tanto per il Cosenza come quest’estate, possiamo solo immaginare l’impegno degli anni precedenti.
A quale delle dodici fatiche di Ercole sarà mai stato sottoposto il presidente Guarascio?
Uccidere l’invulnerabile leone di Nemea e portare la sua pelle come trofeo o portare vivo Cerbero, il cane a tre teste guardiano degli Inferi, a Micene?
C’è chi giura che la fatica a cui è stato sottoposto il presidente, nello scegliere il nuovo diesse, è paragonabile alla sesta fatica di Ercole, ossia disperdere gli uccelli del lago Stinfalo.
Certo deve essere dura avere il telefono bollente e, soprattutto, guardare l’orologio e capire che, ora dopo ora, la decisione può risultare determinante per i mesi a venire.
L’ennesima dimostrazione di amore di un presidente che sta mettendo in gioco tutto pur di portare il Cosenza in alto. Cerri è avvertito. E’ stato scelto dopo ore e ore di fatica, giorni e giorni di duro lavoro speso da un presidente che non ha nessuna intenzione di lasciare nulla al caso. Un presidente che è pronto a fare dei sacrifici a patto, però, che la moneta di scambio abbia un valore maggiore.
Parsimonia, lavoro sodo, tenacia. Ecco la chiave del successo di Guarascio.
Ora tocca a Roselli, Cerri e compagnia far si che questi sforzi del Presidente non siano stati fatti invano.
Sarebbe un oltraggio agli uccelli del lago Stinfalo oltre che al mito di Ercole.

Si ringrazia per la vignetta l’artista Giampiero Scola che con la sua matita ha dato colore all’editoriale. 

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