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Occhiuzzi: “Cambiare mentalità per i vivai. Resto agli Allievi, ma sogno in grande”

Occhiuzzi: “Cambiare mentalità per i vivai. Resto agli Allievi, ma sogno in grande”

Solo il suo Cosenza ha battuto nella fase nazionale il Pavia Campione D’Italia. “Noi grande squadra, che soddisfazioni. Se fossimo passati con loro, ce la saremmo giocata”.

Si è concluso lunedì il campionato italiano per la categoria Allievi Nazionali Under 17 riservato alle squadre di Lega Pro. Ad avere la meglio fregiandosi del tricolore sulle maglie è stato il Pavia allenato da Omar Nordi che ha battuto con un secco 3-0 il Pisa nello splendido palcoscenico del “Dino Manuzzi” di Cesena. Nelle fasi ad eliminazione diretta, la squadra lombarda non ha lasciato scampo a nessuno vincendo tutte le partite. Anzi. Tutte tranne una. Contro il Cosenza di mister Roberto Occhiuzzi. I lupacchiotti, infatti, sono riusciti a batterli per 1-0 lo scorso 8 maggio al “Marulla” nella partita d’andata del 1° dei due turni ad eliminazione diretta, antecedenti le final-eight. Al ritorno però, i lombardi sono riusciti a ribaltare la partita trovando a 4 minuti dalla fine il 2-0 che ha sancito l’addio del Cosenza ai sogni di gloria. Quale miglior spunto per poter fare una bella chiacchierata con Il PrincipeIn esclusiva per Cosenza Channelle parole di Occhiuzzi.

Iniziamo dalla partita con il Pavia. Un ko che ha eliminato la sua squadra ma che ha lasciato tantissime cose positive a lei ed ai ragazzi.
“Lo avevo detto al direttore Patania all’inizio dell’anno: la nostra era una grande squadra. Ai livelli delle migliori d’Italia. Sono sicuro che se fossimo riusciti a passare il turno con il Pavia ce la saremmo davvero potuti giocare. Il loro successo non mi sorprende. La squadra lombarda è veramente fortissima ed averli battuti mi rende più che fiero dei mie ragazzi”.

Cos’è mancato al Cosenza per poter passare il turno?
“Sinceramente nel doppio confronto non abbiamo per nulla demeritato. Anche il loro allenatore Omar Nordi, con il quale ci siamo continuati a sentire anche dopo, ha ammesso che sul piano del gioco li abbiamo messi sotto. Però nonostante questo, il Pavia ha meritato la qualificazione. L’ha meritata perchè nel momento in cui c’era da combattere, lo hanno fatto più di noi. Il discorso però è più ampio…”.

Ci spieghi tutto…
“Purtroppo noi al Sud, a livello di calcio giovanile, abbiamo ancora un timore reverenziale, proveniente proprio dalla nostra mentalità anche extracalcistica, verso le squadre del Nord. Bisogna provare a cambiarla. E’ necessario capire che, con allenatori specializzati e strutture societarie ben organizzate, non abbiamo nulla da che invidiare a squadre come il Pavia. Lo devono capire i calciatori e lo deve capire anche chi è a capo dei settori giovanili”.

Un risultato certamente insperato come la qualificazione alle fasi finale, ma soprattutto il gioco espresso dalla sua squadra, sono però una base importante e solida che ha creato e sulla quale la formazione degli Allievi Nazionali deve ripartire. Lo farà con Roberto Occhiuzzi in panchina?
“Ho parlato con il Direttore e mi ha detto che sono stato riconfermato anche per il prossimo anno con gli Allievi. Dobbiamo ancora formalizzare l’accordo con il Presidente Guarascio ma credo che non dovrebbero esserci problemi. Per il resto diciamo che quest’anno si è chiuso un ciclo importante iniziano due anni fa. Molti dei ragazzi che hanno cominciato questo percorso con me, per limiti di età, andranno in Berretti. Devo dire che la nostra è stata una crescita costante. Già l’anno scorso abbiamo sfiorato l’accesso alle fasi nazionali. Ma quello che più mi interessa e che più mi gratifica è aver dato un certo tipo di mentalità alla squadra. Per chi vuole fare l’allenatore del settore giovanile, il risultato, secondo me, dev’essere secondario. Bisogna inculcare altri valori che vanno aldilà della semplice vittoria o sconfitta”.

Quanto è importante, tra questi valori, inculcare la “cosentinità” ai ragazzi che giocano nel Cosenza?
“Credo che sia fondamentale. Capire l’importanza della maglia che indossano. Comprendere che quella maglia pesa oro è veramente vitale. Lo si deve capire fin da piccoli ed è una cosa che ti dev’essere trasmessa così come lo hanno trasmesso a me, quando sono entrato a far parte di questa grande famiglia di nome Cosenza”.

Inutile, quando si parla della maglia del Cosenza lei torna l’Occhiuzzi calciatore che conoscono tutti. Proprio per il discorso di “cosentinità”, non crede che, passando alla prima squadra, possa servire qualche elemento che sa cosa significa giocare per Cosenza ed il Cosenza?
“Fare il calciatore del Cosenza da cosentino non è per nulla facile. Quello che fai in campo e che dici fuori, viene amplificato per 100 volte da una città che ti centrifuga. Può farlo sia in positivo che in negativo. Per questo chi ha la fortuna che ho avuto io di giocare da cosentino nel Cosenza, ha una grandissima responsabilità. Bisogna trovare i profili giusti e, se non ci sono, bisogna costruirli in casa. Credo che il Cosenza, per ora stia facendo proprio questo. C’è un gruppo di calciatori che sta giocando insieme da anni qui a Cosenza e devono essere loro a far capire ai nuovi arrivati l’importanza di una piazza come questa”.

La piazza al momento non sa cosa aspettarsi però…
“Bisogna lasciar lavorare sereni sia Cerri che mister Roselli. Il nuovo responsabile dell’area tecnica ho avuto il piacere di conoscerlo il giorno della sua presentazione. Stavamo svolgendo l’ultimo allenamento dell’anno con gli Allievi ed è voluto venire a presentarsi. La cosa mi ha piacevolmente sorpreso. Mi ha lasciato addosso sensazioni più che positive”.

Sa dove voglio arrivare, ma tra 5-6 anni su quale panchina si vede?
“(Risata fragorosa)…Il mio percorso da allenatore è iniziato da pochissimo ma la risposta alla tua domanda è scontata. Il mio sogno è allenare prima o poi il Cosenza. Credo che sia questa la mia ambizione massima. Per il momento sono il primo tifoso della squadra e di un allenatore bravissimo come mister Roselli, dal quale non posso far altro che imparare”. (Alessandro Storino)

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