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Da Cosenza a Catanzaro, Occhiuto e Santelli preparano l’assalto alla Regione

Da Cosenza a Catanzaro, Occhiuto e Santelli preparano l’assalto alla Regione

Il governo regionale di Oliverio non soddisfa i calabresi, men che meno alcuni esponenti del centrosinistra. Dall’altra parte della barricata attendono l’esito della Corte Costituzionale sul ricorso presentato da Wanda Ferro ma a quanto pare circola già il nome del prossimo candidato alla carica di presidente della Regione Calabria.

Se si voterà nel 2019 o meno lo sapremo solo ad ottobre quando la Corte Costituzionale si esprimerà sul ricorso presentato da Wanda Ferro, esclusa dal Consiglio regionale per una norma davvero bizzarra che lascia fuori il candidato alla carica di presidente della Regione arrivato alle spalle del vincitore. Ma è indubbio che le ultime elezioni comunali hanno scosso e non poco il governatore della Calabria Mario Gerardo Oliverio che ha provato a deviare il discorso, affermando che il voto delle comunali non c’entra nulla con l’azione dell’esecutivo regionale. Non la pensano affatto così i suoi colleghi del Pd, a cominciare dall’ex candidato a sindaco di Cosenza Carlo Guccione che nel linguaggio tipico di chi fa politica ha accennato a un rimpasto di Giunta, dando di nuovo la palla ai partiti e mettendo fine al periodo dei tecnici. Pensieri e parole espresse pochi giorni fa anche dal segretario provinciale dei Socialisti di Cosenza Franz Caruso che ha criticato l’operato degli attuali assessori regionali. Insomma, il centrosinistra dopo aver incassato le batoste elettorali di Cosenza e Crotone si appresta a vivere altre settimane delicate al suo interno, in particolare dal momento in cui il Pd calabrese il prossimo 2 luglio convocherà il Congresso straordinario per discutere del referendum costituzionale.

NEL CENTRODESTRA… In questa fase il centrodestra calabrese è diviso in più blocchi. Forza Italia a livello regionale ha perso uomini e consensi e vive un momento poco brillante. Il Nuovo Centrodestra, espressione moderata e per denominazione partitica vicino alle politiche liberali rispetto al Socialismo progressista, sta in mezzo. Nel 2014 è riuscito nella grande impresa di entrare in Consiglio regionale, ottenendo i voti necessari per superare lo sbarramento su scala regionale dell’8% e a livello nazionale sostiene direttamente l’azione di Governo di Matteo Renzi. Ma quale sarà il futuro dei due partiti che una volta erano uniti dal simbolo del Popolo delle Libertà di Berlusconiana memoria? In Calabria, i fratelli Gentile hanno dimostrato di essere lontano anni luce dal Pd. Di recente il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonio Gentile ha messo in guardia il Governatore Oliverio, bacchettando duramente il suo modus operandi. Una critica che ovviamente non può far presagire eventuali accordi futuri anche perché i calabresi sono già stufi del governo di centrosinistra e se si votasse oggi il Pd registrerebbe un’altra disfatta.

In questo senso, e soprattutto in virtù del voto comunale, i forzisti cosentini hanno intravisto la luce in fondo al tunnel. Cosa significa? Il “modello Occhiuto” che in cinque anni ha aumentato i consensi, conquistandoli anche nell’elettorato di centrosinistra, potrebbe essere riproposto anche per la Regione Calabria ma con un interprete diverso. Mario Occhiuto non lascerebbe mai – dicono i beni informati – il Comune di Cosenza prima della scadenza naturale del secondo e ultimo mandato da sindaco, e allora il nome che circola negli ambienti di Forza Italia su scala provinciale è quello di Roberto Occhiuto, attuale parlamentare. Tra l’altro su Facebook è stato aperto un gruppo “Vogliamo Roberto Occhiuto Presidente della Regione” (foto in basso), un segnale che la strada per la scalata a Palazzo Campanella è già iniziata. I fratelli Occhiuto attualmente possono contare sul forte sostegno del coordinatore regionale di Forza Italia Jole Santelli, da poco nominata vice sindaco di Cosenza. gruppo fb occhiuto

E i verdiniani? L’alleanza col Pd è fallita sul nascere e difficilmente sarà riproposta e quindi i vari Ennio Morrone (figlio compreso), Giacomo Mancini e altri consiglieri regionali che hanno un piede nella maggioranza e l’altro nell’opposizione devono valutare bene il da farsi.

Il centrodestra calabrese del futuro, però, dovrà fare i conti anche con il Movimento Cinque Stelle che a Lamezia Terme nei giorni scorsi ha raccolto a sé migliaia e migliaia di persone. Il fatto che i grillini oggi governino a Roma e a Torino potrebbe convincere i calabresi a dare una possibilità ai “figli” di Beppe Grillo.

Tuttavia, che si chiami Roberto Occhiuto o in un altro modo il prossimo candidato del centrodestra calabrese dovrà raggruppare tutte le forze politiche moderate e liberali così come fece a suo tempo Giuseppe Scopelliti. Certo, i calabresi sperano in un finale diverso. (a. a.)

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