Attualità

“Vatileaks 2”, condannata la cosentina Francesca Chaouqui

Mons. Lucio Vallejo Balda, Francesca Chaouqui e Nicola Maio sono stati assolti dal reato associativo. Prosciolti i giornalisti Nuzzi e Fittipaldi.

Condanne per mons. Lucio Vallejo Balda e per Francesca Immacolata Chaouqui. Assoluzione per Nicola Maio. Proscioglimento, per difetto di giurisdizione, per i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori dei bestseller “Via Crucis” e “Avarizia”. Così si è concluso questo pomeriggio, dopo ventuno udienze nell’arco di sette mesi e mezzo, il processo ‘Vatileaks 2’ sulla fuga delle carte segrete della Santa Sede, il primo che Oltretevere vedeva imputati anche dei cronisti. Su questi ultimi, dopo quasi cinque ore di camera di consiglio, la Corte presieduta da Giuseppe Dalla Torre ha dichiarato la non competenza giurisdizionale da parte del Tribunale vaticano, essendo le azioni compiute in Italia e non essendo Nuzzi e Fittipaldi pubblici ufficiale della Santa Sede. Per togliere anche ogni dubbio sull’atteggiamento delle autorità pontificie verso il diritto di cronaca, nella sentenza, pronunciata «in nome di Sua Santità papa Francesco», è stata espressamente «rilevata la sussistenza, radicata e garantita dal diritto divino, della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà di stampa nell’ordinamento giuridico vaticano». Inoltre mons. Lucio Vallejo Balda, Francesca Chaouqui e Nicola Maio sono stati assolti dal reato associativo. Maio anche dal reato di divulgazione di documenti. Diciotto mesi a monsignor Vallejo Balda per divulgazione di documenti riservati e 10 mesi a Francesca Immacolata Chaouqui per concorso in divulgazione, pena quest’ultima sospesa per 5 anni.

«NON HO TRADITO IL PAPA». «Oggi si conclude la prova più difficile della mia vita – ha detto da parte sua Francesca Chaouqui, originaria di San Sosti paese in provincia di Cosenza -, dolorosa per tutto quello che è venuto fuori, per il modo in cui sono stata chiamata in Vaticano per essere arrestata. La mia fortuna in questo processo è stata di essere stata seguita da due donne, l’avvocato Bongiorno nella prima parte e l’avvocato Sgrò che è stata veramente un faro in tutta questa vicenda sia professionale sia umana». «Questo processo – ha proseguito – ha rischiato di distruggere la mia famiglia, la mia vita, ci sono collaboratori che lavorano con me, io non ho mai perso nessun cliente durante il processo e questo è stato anche un segno di speranza nonostante tutto quello di male che è stato detto di me. Oggi per me finisce un calvario». Nonostante la condanna a 10 mesi, «il Santo padre quando leggerà questa sentenza saprà che io non l’ho tradito questa è la mia più grande vittoria al di là della condanna che non mi aspettavo e al di là dell’assoluzione». «Non ho mai fatto pressioni su mons. Balda, non ho mai pensato che mons. Balda desse le chiavi della commissione a Gianluigi, la cosa importante per me oggi è la vittoria umana» ha concluso dalla Città del Vaticano Francesca Chaouqui.

 

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Redazione Cosenza Channel

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