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Bisignano, spaccio di farmaci oppiacei: 17 indagati

Bisignano, spaccio di farmaci oppiacei: 17 indagati

Chiuse le indagini a carico delle persone raggiunte chi dall’ordinanza di custodia cautelare chi, come i medici, dall’avviso di garanzia emesso dalla Procura di Cosenza.

La procura di Cosenza ha chiuso le indagini sulla presunta attività di spaccio “non convenzionale”, denominata “Fentanil” , che ha portato all’arresto di dieci persone, residenti a Bisignano, e all’avviso di garanzia per sei medici di base operanti nella città di Sant’Umile. Il pm Giuseppe Visconti ha notificato l’avviso di 415bis agli indagati che sono: Franco Cesario, Umile Ritacco, Francesco Antonio Cundari, Damiano Grispo, Franco Russo, Teodoro Scotti, Tancredo Ferraro, Gianluca Groccia, Enzo Pugliese, Stefano Natalizio, Katia Cariati, Matteo Martinez, Vittorio Conte, Carmelo Brunone, Alberto Di Nardo, Francesco Fusaro e Paola Natalizio. Le indagini sono state condotte dal Norm della Compagnia di Rende, all’epoca diretto dal tenente Giovan Battista Marino oggi comandante della seconda sezione del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria. Gli inquisiti ora avranno venti giorni di tempo per presentare una memoria difensiva o richiedere di essere sottoposti ad interrogatorio.

LE INDAGINI. L’attività investigativa prese il via quando il 29 giugno del 2013, un bambino di 2 anni giunse in gravi condizioni in ospedale, accompagnato dall’elisoccorso dell’ospedale di Cosenza. I genitori riferirono ai sanitari ed ai militari della Stazione carabinieri di Bisignano, intervenuti sul posto, che il piccolo ingerì accidentalmente dei farmaci antidolorifici presenti in casa, ed in conseguenza di ciò perse i sensi. I militari dell’Arma rinvennero nell’abitazione dei genitori diverse dosi di un farmaco avente composizione simile alla morfina, precisamente Actiq 1600 mcg”. Il padre del bimbo, in preda ai sensi di colpa per le gravi condizioni del figlio, dichiarò spontaneamente ai carabinieri della stazione di Bisignano di fare uso da tempo del farmaco Actiq in considerazione degli effetti fortemente allucinogeni, paragonabili agli oppiacei, che il medicinale provocava.

All’esito dell’attività è emerso un vero e proprio traffico di farmaci a base di Fentanil, sostanza che produce effetti droganti del tutto sovrapponibili a quelli dati dalle sostanze stupefacenti a base di morfina. Questi medicinali sarebbero stati illegittimamente prescritti a pazienti che non presentavano affatto le patologie per le quali il servizio sanitario nazionale li pone a disposizione dei cittadini.

Lo smercio dei farmaci sarebbe stato attuato attraverso l’illecita prescrizione da parte di medici compiacenti, i quali, pur essendo perfettamente a conoscenza dell’uso fatto dai pazienti, che non presentavano patologie per le quali fosse necessaria una specifica terapia del dolore con oppiacei, ugualmente redigevano, su istigazione dei beneficiari, certificazioni false, in quanto attestanti condizioni patologiche non veritiere, e avrebbero indotto in errore il servizio sanitario nazionale che veniva indotto alla consegna di confezioni di medicinali a soggetti che non ne avevano diritto, i quali, essendo tossicodipendenti, li assumevano personalmente, oppure li rivendevano ad altri assuntori con un grave danno per il servizio sanitario nazionale stesso.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Francesco Ioele, Amalia Falcone, Antonio Quintieri, Pietro Perugini, Carmela Taranto, Maurizio Nucci, Luigi Bonofiglio, Francesca Gallucci, Antonio Granieri, Ugo Ledonne, Isabella Cimino, Gabriella De Seta, Franz Caruso, Luigi Malomo e Nicola Carratelli. (a. a.)

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