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Il fossato va messo in sicurezza. Cosenza, rischio porte chiuse?

Il fossato va messo in sicurezza. Cosenza, rischio porte chiuse?

Il Ministero degli Interni è stato chiaro: serve una rete di due metri. Il comune ha richiesto a Guarascio di firmare la convenzione sullo stadio…

La questione legata allo stadio Marulla inizia davvero a diventare preoccupante. Sono dodici mesi ormai che il Cosenza aspetta un intervento che permetta alla squadra di allenarsi sul manto del Sanvitino, cosa mai avvenuta nonostante le grandi rassicurazioni di Palazzo dei Bruzi. Adesso ecco un nuovo grattacapo, che, secondo quanto riporta la Gazzetta del Sud, rischia di far disputare a porte chiuse gli incontri casalinghi dei rossoblù. Il pomo della discordia è il fossato che separa gli spalti dal rettangolo di gioco. Vetusto, ormai superato dalla storia, pericoloso, contro la concezione di un calcio senza barriere, va messo in sicurezza. E’ questo l’ordine impartito dal Ministero degli Interni nell’ambito dell’operazione “stadi sicuri” e che è stato trasmesso alle singole Prefetture. Si è parlato di ciò nell’ultima riunione tenuta dalla Commissione provinciale per la sicurezza dei locali di pubblico spettacolo. La Questura ha sottolineato all’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore allo sport Carmine Vizza, che senza una rete di protezione alta due metri il Cosenza non potrà contare sull’apporto dei suoi tifosi. Porte chiuse a tutti, insomma. Vizza ha riferito a Guarascio e al dg Federico, chiedendo nuovamente di firmare la famosa convenzione per l’utilizzo del Marulla di cui ormai si è persa ogni traccia. L’unica via d’uscita pare essere il mutuo di 500mila euro concesso dal Credito Sportivo per l’adeguamento del manto del Sanvitino con un fondo in sintetico. Parte di quella somma, sarà impiegata per realizzare quanto richiesto dal Ministero. Lo stadio nuovo non è mai stato così lontano.

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