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Rapinano a mano armata un distributore: arrestati [VIDEO]

I due 25 enni hanno raggiunto la stazione Tamoil e sferrato con una pistola un violento pugno al volto dell’addetto alla pompa. Il bottino fu di 1700 euro.

I carabinieri della Compagnia di Rende hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari di Cosenza su richiesta della Procura della Repubblica, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo, nei confronti di due giovani coriglianesi, P.V. e L.S., entrambi 25enni, accusati di rapina a mano armata e ricettazione dell’autovettura usata per darsi alla fuga.
Le indagini, svolte dai militari della stazione di Acri e dai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagina di Rende, sono state coordinate dal pm Giuseppe Cozzolino della Procura della Repubblica di Cosenza, e si sono avvalse del contributo della squadra rilievi tecnici del Reparto Operativo di Cosenza, diretto dal tenente colonnello Milko Verticchio.
I fatti risalgono al tardo pomeriggio dell’11 marzo dell’anno scorso, quando i due, a bordo di una Fiat Uno rubata la sera prima, si sono presentati presso la stazione di servizio Tamoil di Acri e, pistola alla mano, hanno sferrato un violento pugno al volto dell’addetto alla pompa di benzina, rapinandogli circa 1700 euro in contanti e il telefono cellulare.
L’immediata battuta effettuata dai carabinieri della Stazione di Acri ha permesso di rinvenire poco l’autovettura usata dai rapinatori, abbandonata ad alcuni chilometri di distanza dal distributore di benzina. L’accurato sopralluogo svolto dalla squadra che si occupa d’investigazioni scientifiche ha consentito di raccoglie elementi di prova determinanti a carico degli odierni arrestati. Infatti, gli esperti di dattiloscopia hanno isolato un impronta digitale risultata del pollice di L.S., mentre P.V. è stato incastrato dal suo dna, trovato su un cappellino usato per nascondere il volto alle telecamere di sorveglianza.
I determinanti elementi raccolti, da soli più che sufficienti ad incastrare i due, sono stati comunque incrociati con le immagini delle telecamere di sorveglianza della stazione di servizio, determinando un insieme di elementi di prova schiaccianti, che hanno consentito al pm Cozzolino di richiedere ed ottenere dal gip la custodia cautelare in carcere. Entrambi sono ora ristretti presso la casa Circondariale di Castrovillari in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

 

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