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Tre tifosi (storici) ad accogliere il Cosenza. In campo manca il numero 17…

Tre tifosi (storici) ad accogliere il Cosenza. In campo manca il numero 17…

Le tossine dell’ultimo mese e mezzo vanno smaltite tra i boschi della Sila tra scaramanzia e voglia di cominciare a pedalare.  

tocci, principato, decaroLORICA E’ un Cosenza che parte con un profilo basso, così come piace al suo presidente. Niente clamori, una rosa in costruzione e la tranquillità di Lorica per lavorare in santa pace. Al primo giorno di ritiro c’erano solo tre tifosi sulla collinetta che domina il rettangolo verde e sovrasta l’incantevole lago Arvo. Tre supporter di vecchia data, Elio Principato, Tonino Tocci e Tonino De Caro (foto a destra), che hanno applaudito la squadra all’ingresso in campo e salutato il tecnico Giorgio Roselli. Soddisfatti della qualità del gruppo, hanno poi fatto rientro in città carichi di positività. Rispetto ad un anno fa, tuttavia, l’aria è meno frizzante. Le note vicissitudini che hanno contraddistinto il cambio di stagione hanno lasciato delle tossine che toccherà alla Sila smaltire. Il tempo c’è, come la voglia di continuare a scalare la classifica di Lega Pro.

A fare gli onori di casa il direttore generale Carlo Federico e il team manager Kevin Marulla, pronti a mettersi a disposizione degli addetti ai lavori. Reduce da un incontro a Lamezia da Guarascio, sul finire della seduta pomeridiana è arrivato anche il responsabile dell’area tecnica Cerri. Soggiornerà in hotel con i suoi ragazzi. Il mercato non è finito, ma sbagliare anche solo una pedina rischierebbe di vanificare operazioni ponderate alla virgola, visto il budget inferiore rispetto a Foggia, Lecce, Catania e Matera. Domani si parlerà con Cavallaro e col suo entourage: non c’è da fare previsioni, ma solo da raggiungere un accordo. La sensazione è che se le strade dovessero separarsi, a Via degli Stadi non se ne farebbe un dramma. Un’altra seconda punta di qualità? Dipende dalla richiesta economica che perverrà sul tavolo del patron. Ne ha parlato al volo con Roselli (vedi foto in alto).

Intanto i magazzinieri, Umberto Vommaro e Desdan Mata (per tutti Daniel) hanno consegnato le divise di allenamento ai calciatori rossoblù. Non c’è il numero 17, perché anche la scaramanzia vuole la sua parte. Indizi sulle maglie personalizzate? Pochi: Perina ha preso l’1, Criaco il 7 e Gambino il 9, Blondett però ha scelto il 10… (Antonio Clausi)

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