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Inchiesta sulle deleghe elettorali false, Paolini sentito in procura

Inchiesta sulle deleghe elettorali false, Paolini sentito in procura

Nei giorni scorsi l’avvocato cosentino aveva denunciato sulla Gazzetta del Sud dei presunti caso di compravendita del voto. Le dichiarazioni dell’ex candidato a sindaco rientrano nell’inchiesta avviata oltre un mese fa dal pm Antonio Bruno Tridico. 

L’ex candidato a sindaco di Cosenza Enzo Paolini ieri mattina è stato sentito come persona informata sui fatti nell’inchiesta che conduce la procura di Cosenza sul caso delle presunte deleghe elettorali false rinvenute dai carabinieri della Conpagnia di Cosenza prima del 5 giugno, giorno in cui gli elettorali hanno scelto come sindaco della città Mario Occhiuto. L’avvocato del foro di Cosenza domenica scorsa dalle colonne della Gazzetta del Sud aveva dichiarato che nel corso della campagna elettoralgiornata si sarebbero verificati casi di compravendita del voto, ipotesi di reato per la quale non è stato aperto nessun fascicolo vista che la competenza in materia è della Dda di Catanzaro. Le dichiarazioni di Paolini infatti saranno inserite nell fascicolo già in corso.

Così il pm Antonio Bruno Tridico, d’intesa con il procuratore capo Mario Spagnuolo, ha deciso di sentirlo per apprendere ulteriori dettagli rispetto alle parole rilasciate al quotidiano calabrese. Ma durante il “confronto” pare che vi siano stati degli accenni al caos creato come detto per le deleghe elettorali visto che nel mirino era finito un candidato alla carica di consigliere comunale che appoggiava proprio Paolini.

L’inchiesta è partita dopo la denuncia di un cittadino romeno che recandosi all’ufficio elettorale di via Bengasi aveva scoperto che la sua scheda elettorale era stata presa da un’altra persona che avrebbe firmato una delega falsa. L’uomo era stato identificato dai carabinieri della Compagnia di Cosenza. Nelle ore successive, ovvero il 4 giugno scorso, il pubblico ministero Antonio Bruno Tridico aveva chiesto ai militari dell’Arma di recarsi presso le sedi di tutte le segreterie politiche delle liste che partecipavano alla competizione elettorale al fine di verificare se vi fossero all’interno le tessere elettorali o deleghe finalizzate al ritiro delle stesse. Gli accertamenti investigativi sono continuati anche nelle ore successive, finanche il giorno 5 quando i militari del Norm di Cosenza avevano prelevato dai seggi alcune persone sospette, indicate dai presidenti di seggio. Insomma, l’inchiesta è tutt’altro che chiusa. I carabinieri infatti del Reparto Operativo, diretto dal tenente colonnello Milko Verticchio, e quelli della Compagnia di Cosenza, comandata dal capitano Jacopo Passaquieti, sono alla ricerca di altri elementi che consentano ai magistrati cosentini di chiudere il cerchio ad una vicenda molto complessa ma indubbiamente poco limpida. (a. a.)

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