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Occhiuto incompatibile, scontro politico tra Forza Italia e Pd

Occhiuto incompatibile, scontro politico tra Forza Italia e Pd

Torna d’attualità l’argomento principe della campagna elettorale del Pd che, elettoralmente parlando, non ha sortito alcun effetto. Roberto Occhiuto e Jole Santelli attaccano i democrat, mentre Guccione ribadisce: «Il sindaco pensa di essere al di sopra della legge». Cosenza Channel aveva spiegato la vicenda il 30 maggio scorso.

Fiumi di dichiarazioni non bastano a chiarire le idee ai cittadini che su alcuni argomenti, come quello della incompatibilità di Mario Occhiuto a sindaco di Cosenza, ne hanno sentite di cotte e di crude in campagna elettorale. Cosenza Channel, presunzione a parte, in un articolo dal titolo “Mario Occhiuto oggi eleggibile, ma domani incompatibile?” aveva dettagliatamente spiegato come senza alcun tipo di contenzioso tra le parti, ovvero tra il Comune di Cosenza e Mario Occhiuto, l’architetto non può essere dichiarato incompatibile. E’ una questione di norme, non di chiacchiere politiche.

Tuttavia, nei giorni scorsi abbiamo assistito a uno scontro verbale molto acceso tra i coordinatori di Forza Italia, Roberto Occhiuto e Jole Santelli, e l’ex candidato a sindaco del Pd, nonché attuale consigliere comunale di minoranza Carlo Guccione. I due forzisti in una nota aveva dichiarato che «dopo mesi di terrorismo politico, bugie costruite ad arte e pozzi avvelenati, abbiamo assistito all’ennesimo harakiri del Pd calabrese. Il ministero dell’Interno ha smentito la tesi di Guccione e ha polverizzato la falsa propaganda sulla presunta incompatibilità del Sindaco Occhiuto, con cui per tutta la campagna elettorale si è cercato di prendere in giro gli elettori, ai quali ora qualcuno dovrebbe chiedere scusa. Secondo i “giureconsulti” del Pd – proseguono – il Viminale avrebbe certamente sposato le loro tesi e così hanno presentato un’interpellanza, che poi, consapevoli dell’inconsistenza delle loro idee, non hanno voluto discutere. Allora, per chiarezza nei confronti degli elettori, abbiamo chiesto noi al Ministero di rispondere. E anche il Governo amico della sinistra cosentina ha ribadito la tesi del Commissario prefettizio Carbone che aveva escluso quanto sbandierato da chi, con ignoranza o malafede, aveva indotto a credere che sulle incompatibilità si potesse esprimere il Ministero dell’Interno. Ora, come prevede la legge – concludevano Jole Santelli e Roberto Occhiuto – la parola è al Consiglio comunale e l’arma brandita dal Pd, ormai totalmente spuntata, si è trasformata in un suicidio politico, peraltro annunciato».

Dal canto suo Carlo Guccione, ieri mattina, aveva replicato affermando che «la nota a firma del minore dei fratelli Occhiuto, Roberto e del vicesindaco di Cosenza Jole Santelli, è in linea con la strategia adottata dal sindaco di Cosenza che, per nascondere verità scomode, cerca di spostare l’attenzione su circostanze a lui utili o temporaneamente tali, al fine esclusivo di confondere.  Del resto lui è abituato a mosse di questo tipo, che farebbero impallidire il ministro della propaganda del Terzo Reich. Tutti ricordano quando ebbe il coraggio di associare il capo delle Ss, Himmler, alla città di Cosenza nella, purtroppo, famosa vicenda “Alarico”. Nella nota del sottoscritto , anzi, si è espressamente detto che allo stato, così come riferito dal commissario prefettizio Carbone, la incompatibilità del sindaco, fintanto che non viene esercitata rivalsa dell’Ente nei suoi confronti, non sussiste. E non serve un ragionamento complesso per capire che adesso, con Mario Occhiuto sindaco, il Comune non eserciterà alcuna rivalsa verso l’attuale primo cittadino. Ma la democrazia non è fatta solo dalla vittoria elettorale; è costituita soprattutto dal rispetto della legge». E ancora: «Le notizie diffuse negli ultimi giorni sono state confermate proprio dalla risposta del sottosegretario di Stato agli Interni, Domenico Manzione, all’interpellanza Parlamentare;  lo stesso Manzione ribadisce che l’ex commissario prefettizio di Cosenza ha interessato l’Autorità Giudiziaria e cioè la Corte dei Conti e la Procura, per la valutazione a carico dei dirigenti preposti, che hanno omesso di rendere la dichiarazione del Comune sui pignoramenti rivolti al Sindaco, per la valutazione di danno erariale e profili penali. Il commissario straordinario prefettizio, appunto, non il PD! Certamente da questa strana omissione, non certo per pochi spiccioli, non hanno in concreto beneficiato i dirigenti oggi coinvolti.

Certamente, al contrario, ai sensi dell’art. 109 Tuel e dell’art. 41 comma 14 e 15 dello Statuto Comunale di Cosenza, il Sindaco ha omesso di vigilare ed intervenire sull’accaduto. Si chiama colpa in vigilando. Certamente da questo il sindaco Occhiuto non è stato danneggiato, anzi può ipotizzarsi un sodalizio tra i dirigenti ed il sindaco Mario Occhiuto che, attraverso l’inosservanza degli adempimenti di cui agli artt. 546 e 547 del codice di procedura civile, ne è divenuto indiretto beneficiario. Solo questo ha impedito, al momento, che potesse essere messo in moto il meccanismo della incompatibilità. Il Commissario, pertanto, correttamente ha fatto ciò che Il sindaco ha omesso: denunciare l’accaduto alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica di Cosenza. Noi che non siamo omissivi, denunciamo pubblicamente e politicamente tanto. Troppo? Forse no.  E’ il nostro compito. E lo è ancora di più adesso, come forza di opposizione a questo sistema torbido. Ciò che a noi risulta, ad oggi, è che il sindaco Occhiuto non ha adottato alcun provvedimento di revoca dei dirigenti che hanno posto in essere inadempienze od omissioni e che hanno consentito il coinvolgimento indebito, dell’amministrazione comunale di Cosenza, in una vicenda, quella debitoria, che era ed è esclusivamente sua. Le omissioni, qui, sono esclusivamente sue. Questo è il comportamento del sindaco che configura la sua  attuale ed immanente incompatibilità. Non la causa pendente con l’Ente che, chiaramente, ad oggi non è stata attivata. Ma il “buon” Mario Occhiuto continuerà ad affermare il contrario».

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