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A Cosenza cerchi Simeone, ma la vera star è la Calabria rossoblù

A Cosenza cerchi Simeone, ma la vera star è la Calabria rossoblù

– di Antonio Clausi –
Calcio vero al Marulla dove i tifosi del Crotone hanno ricambiato l’ospitalità. In tribuna perfino il ct della Romania Daum. 

daum a cosenzaIn tribuna c’era il commissario tecnico della Romania, il tedesco Cristoph Daum. Con i suoi più stretti collaboratori sbirciava dal vivo il talento di Stoian: per tutta la partita ha cercato di capire quanto potrebbe dare alla nazionale che allena.

E’ da particolari del genere che si valuta l’importanza di una serata, specialmente quando c’è Sky ad amplificare il messaggio proveniente dal profondo sud. Al giorno d’oggi, del resto, l’impero di Murdoch è il mezzo più rapido ed efficace per svelare al mondo intero che esiste vita sportiva anche in quella striscia di terra a sud di Napoli e a nord della Sicilia.

L’occasione l’ha fornita il Crotone, che a Cosenza ha trovato fraterna ospitalità. L’ha fornita una società che ha saputo costruire passo dopo passo un presente sfavillante dando lustro alla Calabria intera. Il direttore sportivo è lo stesso da quasi trent’anni, così come i fratelli Vrenna sono al timone del club da quel pomeriggio in cui la loro squadra scese in campo su un campetto polveroso di periferia. Sapevano che nulla gli era dovuto ed hanno lavorato per crescere anno dopo anno senza farsi terra bruciata intorno.

atletico1Il dato ufficiale parla di 16700 spettatori al San Vito-Gigi Marulla: un’enormità. Una folla simile non si registrava dal Centenario del Cosenza calcio. Prima ancora toccò alla Juve far appendere il cartello sold out sui botteghini dello stadio. C’è fame di calcio vero insomma, voglia di inseguire con gli occhi sul prato verde la giocata del campione e non di sperare semplicemente nel passaggio giusto dopo un contropiede.

I supporter del Crotone hanno risposto in massa, erano migliaia quelli che hanno valicato la Sila e si sono ritrovati in Curva Bergamini. Hanno protestato a gran voce contro le istituzioni, hanno chiesto che i servizi minimi, le infrastrutture e lo stadio vengano sistemati e messi a disposizione dei cittadini. Giustamente, perché il calcio è del popolo, ma il popolo ha diritto a vivere dignitosamente non solo la domenica.

Hanno tifato per i loro beniamini, sottolineando spesso che la “Calabria è rossoblù”. Non è stato un coro qualsiasi perché scandito nel tempio del tifo del Cosenza. Il Marulla ha vibrato quando si è (ri)trovato il nemico comune, il più scontato, e da tutti i settori si è saltati all’unisono come in un derby. Poi la ola, bellissima, durante la quale in Curva Catena è partito spontaneo un “lupi lupi lupi” che a queste latitudini ci sta sempre bene.

Hanno sorriso, a braccetto, il presidente Vrenna e il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Dal nulla hanno organizzato un evento storico per l’intera Calabria e a questo punto non è da escludere niente. La Serie A va giocata allo Scida, appartiene ad una città che l’ha conquistata sul campo e che la reclama legittimamente.

carrasco a cosenzaCosenza, tuttavia, è dietro l’angolo: lo sanno anche i muri. Lo sanno pure gli ultrà del Crotone che a fine partita hanno applaudito chi li ha ospitati urlando il nome dell’unica squadra che nella nostra regione gli è amica. I colori sono gli stessi, i rivali pure.

La partita? Beh, è finita 2-0 per gli spagnoli e Simeone si è presentato in grande forma. Camicia bianca e pantaloni neri. Cosenza sarà ricordata anche per il gol all’esordio dell’ultimo acquisto dei Colchonros Gaitan. Gran bel giocatore, farà di certo sorridere le poche decine di ragazzi madrileni che si sono ritrovati in un impianto fino a domenica scorsa sconosciuto.

Da ieri avranno capito che c’è vita e fame di calcio anche a sud di Napoli e a nord della Sicilia.

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