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Cosa funziona e cosa no nella “squadra media” di Roselli

Cosa funziona e cosa no nella “squadra media” di Roselli

I giudizi del tecnico del Cosenza nel post-partita di Bari sono stati forse eccessivamente duri verso i rossoblù, ma il trainer umbro non parla mai per caso…

Il Cosenza visto a Bari non ha giocato male, si è semplicemente scontrato contro una formazione che lotterà fino alla fine per vincere il campionato di Serie B. Il dato da cui partire è questo, perché Giorgio Roselli è “Santo” fino ad un certo punto e di miracoli non può farne ogni anno. Le parole pronunciate in sala stampa suonano però come un messaggio chiaro, da recapitare a tutto l’ambiente rossoblù: dal presidente alla tifoseria. “Sarà un’annata difficile, vorrei abbastanza in fretta rivedere la squadra di due stagioni fa o dell’anno scorso – ha detto il trainer umbro forse con durezza eccessiva – Sappiamo di essere una squadra media nel nostro campionato, ma non vogliamo fare i medi”.

SQUADRA MEDIA. Che il Cosenza sulla carta parta dietro ad almeno altre quattro-cinque compagini non è un mistero. Foggia, Lecce, Matera, Catania e forse pure  Juve Stabia hanno organici ricchi di calciatori importanti per la Serie C, cosa che le rende favorite rispetto al club del patron Guarascio a cui, giusto sottolinearlo, non mancano gli elementi di spessore. Perina, Tedeschi, Blondett, Caccetta, Statella, Mungo e Cavallaro sono una base solida. A rendere poco frizzante l’ambiente è l’idea di non essere in pole position quando scatterà il verde sui semafori: in molti speravano che la crescita sportiva avvenisse anche attraverso un mercato da protagonisti. I nomi altisonanti sono finiti altrove, al Marulla è arrivata invece gente di esperienza che ottimizza il rapporto qualità/prezzo perché, inutile girarci intorno, per stessa ammissione della proprietà e del direttore sportivo, i Lupi non vogliono spendere quanto le big della Lega Pro. Ed è qui che si vedrà la bravura del responsabile dell’area tecnica e dell’allenatore stesso.

COSA HA FUNZIONATO. Blondett e Tedeschi, forti di un affiatamento lungo due anni, rappresentano più che una sicurezza. Se ne sono resi conto Monachello e Maniero, raramente pericolosi dalle parti di Perina. Il gol è arrivato su un episodio, con la sfera di cuoio che è rimpallata su Corsi (in ritardo di condizione) generando il vantaggio dei padroni di casa. Con Caccetta e Capece al top, la mediana godrà di due centrocampisti dal fisico strutturato che per caratteristiche possono completarsi. Regista e dotato di buona qualità l’ex Arezzo, incursore e leader della zona nevralgica il capitano. Mungo ha fatto un paio di numeri, probabilmente ha ragione Cristiano Lucarelli: al San Vito può consacrarsi per davvero.

COSA NON E’ ANDATO. L’attacco è finito sul banco degli imputati. Appiah non l’ha vista mai, surclassato dallo strapotere fisico e dall’esperienza di Moras e Di Cesare. Le ripartenze, piatto forte del catering Roselli, hanno funzionato fino alla trequarti dove il Bari neutralizzava qualsiasi tentativo degli ospiti. Gambino ha corso a vuoto, a Criaco è riuscito poco, Cavallaro si è spento subito e Baclet è sottotono. Il concetto, però, va ribadito: di fronte c’era la candidata alla promozione in Serie A e non una ripescata in Lega Pro. Anche Roselli lo sa bene, ma quando parla non lo fa mai a casaccio. Qualcosa lascia presupporre che il mercato non sia chiuso affatto… (Antonio Clausi)

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