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Fondi infrastrutturali per il Sud, il sottosegretario Gentile: «In arrivo oltre 13 miliardi»

Fondi infrastrutturali per il Sud, il sottosegretario Gentile: «In arrivo oltre 13 miliardi»

In una nota il sottosegretario allo Sviluppo Economico annuncia importanti novità per il Mezzogiorno che tuttavia deve essere trattato dal Governo «come una assoluta priorità nazionale».

«Il 10 agosto scorso il Cipe ha approvato i Patti per Sviluppo siglati con le Regioni e le Città Metropolitane. Oltre 13 miliardi di risorse del Fondo Sviluppo sono stati indirizzati al potenziamento infrastrutturale, alle opere ambientali, allo sviluppo economico. Una buona notizia, alla quale si aggiunge l’annuncio di un prossimo, ulteriore riparto di circa 15 miliardi di euro destinati al finanziamento di piani di settore proposti dalle Amministrazioni centrali». E’ quanto afferma in una dichiarazione Antonio Gentile sottosegretario allo Sviluppo economico. «Si ripete, con qualche variazione – sostiene Gentile – la maxi-manovra che caratterizzò il ciclo di programmazione 2007-2013, con la quale, sommando fondi comunitari e nazionali, si indirizzarono al Sud e alle aree in ritardo di sviluppo circa 100 miliardi di euro. Considerata la gravità della congiuntura economica è indispensabile che sull’utilizzo di così ingenti risorse si apra una fase di intenso confronto. Il presidente di Confindustria chiede al Governo uno sforzo di selettività nell’impiego dei fondi destinati agli investimenti, insistendo sul tema della produttività delle imprese e dei sistemi territoriali. Sono certo che una rilettura critica del tortuoso percorso che ha portato alla programmazione dei fondi rafforzerà la convinzione che bisogna semplificare le procedure e concentrare i fondi strutturali e nazionali su pochi, ma decisivi asset strategici». Per il coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra «il Mezzogiorno deve essere trattato dal Governo come una assoluta priorità nazionale. Questo vuol dire che la delega alle Regioni e alle altre amministrazioni titolari di programmi di spesa deve essere temperata da una governance incardinata presso la Presidenza del Consiglio e i principali Ministeri di spesa. E’ impensabile che ogni Regione abbia la propria politica industriale, propri regimi agevolativi, una particolare azione di sostegno al credito».

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