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Aspettando il derby: quella rissa al concerto dei Sound fu la miccia “sportiva”

Aspettando il derby: quella rissa al concerto dei Sound fu la miccia “sportiva”

La storia dell’odio sportivo tra due città negli anni ’80 infuocò fuori da campo la contesa. Ripercorriamo cosa avvenne sugli spalti a partire dal lontano 1984.

Riproponiamo un articolo di Antonio Clausi che ripercorre l’antica rivalità tra Cosenza E Catanzaro. Un modo per avvicinarci all’unico, vero derby di Calabria.
“Avete presente la distanza tra il centro della Terra e Plutone? Non basterebbe per dare l’idea di cosa sia la rivalità tra le città di Catanzaro e Cosenza che inevitabilmente ha abbracciato nel tempo ogni ambito della quotidianità con sfottò più o meno sani. La storia sportiva delle due piazze è stata inversamente proporzionale allo sviluppo avuto dai rispettivi centri urbani: Aquile in Serie A grazie al presidente Ceravolo, Cosenza fiore all’occhiello della Calabria con un centro culturale (il campus universitario) propulsore di idee e pensiero critico. Ma, a parte le fisiologiche scazzottate che fino agli anni ‘50 erano all’ordine del giorno sulle tribune, fino ai primi anni ’80 tra le parti c’era addirittura un rapporto di buon vicinato. Non è mistero che, con i giallorossi nella massima serie, un sacco di cosentini simpatizzavano con i cugini per un senso di calabresità. Alcune gare disputate in campo neutro a Cosenza filarono via lisce con tanti curiosi a godersi match di categoria superiore.
TUTTO EBBE INIZIO. La genesi del solco che taglia a metà la regione, è ancora oggetto di discussione a distanza di quasi 35 anni. Le versioni su come tutto ebbe inizio sono ovviamente due, una per parte. I catanzaresi fanno risalire il punto di rottura ad una gara di campionato disputata al San Vito: Catanzaro-Cagliari 1-2 del marzo 1983. In quell’occasione, secondo le versioni diffuse dagli sportivi del capoluogo, volarono parole di troppo a mo’ di sfottò e qualche schiaffo. Insomma, l’ospitalità degli anni passati non era stata confermata. Sulle rive del Crati, invece, si attribuisce la rivalità ad un momento extracalcistico ben preciso: il concerto del gruppo new-wave londinese The Sound tenutosi al Ceravolo. Durante e dopo l’esibizione scoppiò per futili motivi una megarissa tra cosentini e catanzaresi che se le promisero per i tempi a venire. Entrambi, purtroppo, mantennero la parola.
GUERRIGLIA URBANA. E’ il derby del 18 novembre 1984 a far saltare il banco. Furono almeno 4mila i supporter dei Lupi a seguire la squadra con ogni mezzo. Nonostante le istituzioni abbiano preparato l’evento come una festa, la realtà dei fatti fu ben diversa: alle sassaiole con cui furono accolte le migliaia di sostenitori ospiti, si replicò con atti di devastazione che trovarono ampio spazio il giorno dopo sui quotidiani dell’epoca. A dire il vero qualche avvisaglia c’era stata nei mesi antecedenti con delle minacce a mezzo posta tra i corrispondenti del mondo ultras, ma nessuno ci badò più di tanto. Al ritorno nessun catanzarese si presentò al San Vito, interamente imbandierato, e nessun catanzarese vide Aita confezionare quello che ad oggi resta l’ultimo successo del Cosenza in campionato.
REPLAY. Nella stagione 1986-1987 ancora nessuna traccia dei catanzaresi ai piedi della Sila, mentre al ritorno furono 108 ad esporre il rossoblù nel nido delle Aquile dopo che una serie di missive minacciose vennero recapitate in città dal capoluogo. A fine match altri tafferugli con la polizia e non tra opposte fazioni.
INVASION OF CATANZARO. In Serie B, a margine della costruzione della famosa “gabbia” per collocare i giallorossi, il San Vito ebbe l’onore di accogliere qualche centinaia di sportivi in più. A fine gara scontri violenti con la celere fin dentro le palazzine popolari di Via degli Stadi. Nel match di ritorno altro sold-out in Curva Est per quella che viene ricordata come l’invasione di Catanzaro. L’anno seguente, ’89-’90, i numeri calarono per entrambe le tifoserie: un migliaio contro duecento sempre in favore dei rossoblù.
TEMPI MODERNI. L’ultima volta che si registrarono disordini fu nel 1997, in un derby di Coppa Italia. Sistemati ad un lato della Curva Nord, i 400 tifosi del Catanzaro si distinsero per la devastazione dei bagni. Da allora, complici le misure di sicurezza che caratterizzano ogni gara disputata a Cosenza, non si sono registrati più incedenti. Negli ultimi due confronti a Catanzaro, però, sono state le intemperanze dei padroni di casa a richiedere un intervento delle forze dell’ordine. Domenica si invoca fair play”. (Antonio Clausi)

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