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Filippini: eclettismo d’attacco (tra alti e bassi) a disposizione del Cosenza

Filippini: eclettismo d’attacco (tra alti e bassi) a disposizione del Cosenza

L’anno scorso a Pordenone è stato schierato in tutti i ruoli offensivi: prima punta, seconda punta ed esterno d’attacco. Con lui il Cosenza può giocare in modo diverso o cambiare scherma a partita in corso, sperando nella costanza di rendimento.

La sensazione è che con l’arrivo di Filippini, il Cosenza abbia un asso nella manica in più da giocarsi durante questo campionato. A Pordenone, ultima squadra nella quale l’attaccante lombardo ha militato, non hanno dubbi. Certo, c’è qualche punto di domanda nel capire dove possa essere collocato negli schemi di Roselli,  visto che, fino ad una settimana fa, il Cosenza ha cercato sul mercato, calciatori con altre caratteristiche (vedi Moreo e Maritato). Filippini lo scorso anno in Friuli, ha giocato in pratica in tutti i ruoli dell’attacco di mister Bruno Tedino. Esterno di un attacco a 3, seconda punta nel 3-5-2 e, in caso di emergenza, anche prima punta e, addirittura mezz’ala in un centrocampo a 3. Con il fisico che ha, può fare in pratica tutto. E’ un calciatore completo: tiene la palla, attacca la profondità, fa salire la squadra. Alla fine segna 8 gol e risulta il miglior marcatore del Pordenone, insieme a De Cenco e Strizzolo (entrambi finiti in B rispettivamente a Trapani e Cittadella), in una squadra che sorprende tutti e che viene fermata soltanto in semifinale play-off dal Pisa di Gattuso. I detrattori gli imputano mancanza di continuità. Sempre analizzando lo scorso anno, c’è in effetti una netta differenza tra lo strepitoso girone d’andata chiuso a 6 reti e quello di ritorno, nel quale il ventinovenne bresciano segna soltanto 2 volte, si incupisce e conclude il campionato anzitempo per un infortunio che lo tiene fuori da fine aprile in poi. E’ un calciatore che solitamente, come si suol dire, “o lo ami o lo odi”. Il suo rendimento non conosce vie di mezzo. Ed anche il fatto di non aver trovato squadra fino ad oggi, nonostante l’ottimo campionato scorso, è abbastanza significato. Vedremo a Cosenza se riuscirà ad ottenere finalmente quella continuità di rendimento necessaria per essere protagonista tutto l’anno in una squadra che vuole dire la sua nelle zone alte della classifica.
Con lui in rosa i rossoblù hanno la possibilità sia di poter scegliere uno schema di gioco diverso (4-2-3-1 o 4-3-3) e sia di riuscire a cambiare pelle in corsa vista la sua grande duttilità. Insieme a Mungo (ed in attesa di Baclet), Filippini può davvero essere l’ago della bilancia nello scacchiere tattico di mister Roselli. (Alessandro Storino)

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