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Neonato morto all’Annunziata, la famiglia si oppone all’archiviazione

Neonato morto all’Annunziata, la famiglia si oppone all’archiviazione

Secondo i medici legali della procura di Cosenza il bimbo era morto da diversi giorni, escludendo così responsabilità dei tre medici e delle due ostetriche indagate subito dopo la macabra scoperta. I familiari, originari di San Marco Argentano, si sono opposti.

La famiglia del neonato morto il 25 gennaio scorso nel reparto di Ginecologia-Ostetricia dell’ospedale Annunziata di Cosenza ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Cosenza all’indomani della perizia medico-legale depositata dai consulenti di parte del pm Maria Francesca Cerchiara che aveva escluso responsabilità penali dei tre medici e delle due ostetriche indagate subito dopo la macabra scoperta. Quel bimbo secondo gli inquirenti era deceduto prima del parto, forse da cinque giorni, ipotesi che spiegherebbe la macerazione – termine che è usato in materia scientifica per spiegare il fenomeno cadaverico trasformativo di tipo distruttivo che può riguardare anche il feto in caso di morte in utero o di mancata o ritardata espulsione – viste le condizioni in cui fu trovato il neonato. All’epoca il dg dell’Ao Achille Gentile impiegò meno di una giornata per sospendere i medici inquisiti che, stante così le cose, potrebbero uscire dalla vicenda giudiziaria senza alcune conseguenze penali. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin invece inviò gli ispettori per far luce su un caso che in quei giorni fece molto scalpore.

La mamma originaria di San Marco Argentano non si sarebbe accorta che il cuoricino del suo bimbo cessò di battere ancora prima che lei si presentasse all’Annunziata in quanto il quadro clinico sembrava già compromesso. Toccherà ora al gip del tribunale di Cosenza decidere se accogliere l’istanza formulata dall’accusa o dar ragione alle persone offese. (a. a.)

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