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“No alle barriere del Marulla. Giovedì 15 alle ore 18 incontro pubblico col Cosenza e col Comune”

“No alle barriere del Marulla. Giovedì 15 alle ore 18 incontro pubblico col Cosenza e col Comune”

Riceviamo e pubblichiamo una nota della Tribuna A che ha chiesto la disponibilità della sala stampa: “Follia realizzare una rete di 2.20 metri, torniamo indietro di 20 anni”.

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma dei gruppi ultrà che popolano il settore di Tribuna A. E’ stato organizzato per giovedì 15 alle ore 18 un incontro pubblico con rappresentanti della società e dell’amministrazione comunale per venire a capo dei problemi che genereranno i lavori di manutenzione allo stadio Marulla. Chiesta la sala stampa. Ecco il comunicato: “Sono già mesi che denunciamo e ci opponiamo fermamente alla progettata posa della recinzione di oltre 2 metri tra spalti e campo da gioco all’interno del San Vito-Marulla – scrivono – Ad oggi i vari incontri avuti con Comune e Società hanno portato ad un nulla di fatto, fino a giungere alle ultime notizie che vedono la scellerata decisione dell’innalzamento di una rete di 2,20 metri, senza coprire il vetusto fossato che cinge la pista d’atletica dello stadio. Tale scelta non può che essere assolutamente osteggiata da TUTTA la tifoseria cosentina, senza distinzione alcuna di settore e provenienza. Tale scelta fa sprofondare lo stadio della città bruzia indietro di 20 anni, mentre a 100 chilometri dalla nostra città c’è uno stadio innominabile che le barriere le ha abbattute da oltre 4 anni! Quale sia il timore dei solerti tutori dell’ordine cosentino non si comprende, dato che negli ultimi 10 anni non è accaduto praticamente nulla all’interno dello stadio di Cosenza. Questa appare più come una vera e propria punizione nei confronti di una tifoseria oppressa da una repressione sempre più imperante, che ne soffoca idee, volontà e spunti. Le direttive del Ministero dell’Interno, difatti, vanno in una direzione opposta, ovvero verso quel progetto Stadi Senza Barriere, sostenuto dalla UEFA e che è stato ad oggi applicato in decine di stadi italiani, dalla Serie A alle serie minori. Cosenza, come al solito, appare come ennesimo laboratorio repressivo, forse perché quei pochi, pochissimi, che ancora seguono la partita allo stadio, danno fastidio a chi di quella massa vuole fare una mera accozzaglia di consumatori di Pay TV. Dallo scorso mese di luglio abbiamo fornito al Comune una serie di suggerimenti per apportare quei lavori che paiono necessari per rendere agibile il San Vito Marulla. Purtroppo il nostro stadio versa in condizioni a dir poco pietose. La Tribuna A, ad esempio, non ha un bar in funzione da mesi, i bagni sono praticamente inagibili, i gradoni cadono a pezzi. Porre rimedio a queste problematiche, senza dimenticare l’annosa questione dell’accesso dei nostri fratelli disabili anche in altri settori dello stadio e non solo in Tribuna A, appare non solo urgente, ma indispensabile. Eppure l’unica cosa che si muove è la creazione delle paratie non removibili, al contrario di ciò che disporrebbe la direttiva per far sì che, in caso di partite considerate a rischio, si possano innalzare alla bisogna, ma nella misura massima di oltre 2 metri, per chiuderci in un serraglio controllato, e magari lanciarci pure le noccioline! Infine nel turbinio folle di questi lavori sia anche finita la Curva Nord, che, pare, sarà dedicata INTERAMENTE, alle tifoserie ospiti. Visti i numeri dei tifosi in trasferta questa scelta appare l’ennesima pazzia di chi ad oggi non ha idea di cosa voglia dire metter piede in uno stadio. Collocare 10-15 tifosi ospiti in una curva da quasi 8000 (ottomila…) posti è qualcosa che va al di là del controsenso, raggiunge livelli paradossali, quando il settore ospiti già oggi conta oltre 1500 posti. Pertanto invitiamo TUTTA la popolazione rossoblù di Cosenza e Provincia, a partecipare all’incontro pubblico con Società Cosenza Calcio e Comune di Cosenza che si terrà il prossimo giovedì 15 settembre alle ore 18 presso lo Stadio San Vito-Marulla. Tutti sono tenuti ad intervenire, senza distinzione di idee, settore o qualsivoglia tipo di contrapposizione, che oggi più che mai appare anacronistica ed inutile”.

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