Giudiziaria

“LAQUEO” | Modesto e Mandoliti si difendono davanti al tribunale del Riesame

Il calciatore ai giudici ha spiegato che in carriera ha guadagnato tanti soldi e non aveva certo bisogno di commettere il reato per il quale è stato arrestato. Per la posizione di Mandoliti, i suoi avvocati portano in aula una fotografia inedita e sollevano la competenza funzionale dell’ordinanza di custodia cautelare.

Ieri mattina si è tenuta l’udienza davanti al tribunale del Riesame di Catanzaro, dove sono state discusse le posizioni di Francesco Modesto, sospettato di aver prestato dei soldi a tassi usurai a un imprenditore edile cosentino, e Antonio Mandoliti arrestato per il tentato omicidio del fratello del pentito Roberto Violetta Calabrese.

Il calciatore con un passato in serie A ha fatto delle dichiarazioni nel corso dell’udienza, ribadendo ai giudici di non aver commesso alcun reato e soprattutto di aver giocato per tantissimi anni nel calcio professionistico, guadagnando tanti milioni di euro motivo per il quale non aveva bisogno di fare le cose che gli vengono contestate. Con i soldi guadagnati ha deciso di fare alcuni investimenti nel campo edilizio per assicurare un futuro ai suoi figli, ma non si è mai sognato di mettere a repentaglio la sua fame di giocatore professionista e quindi di uomo. Modesto è difeso dagli avvocati Leo Sulla e Angelo Pugliese.

Gli avvocati Filippo Cinnante e Antonio Ingrosso, difensori di Mandoliti, hanno prodotto una fotografia dove si dimostrerebbe che dal punto in cui si trovavano i familiari del pentito non era possibile individuare il volto della persona che aveva sparato i colpi di arma da fuoco e quindi identificare in esso il loro assistito. Tra l’altro, i due legali hanno fatto notare che nell’immediatezza del fatto la persona offesa – formalizzando il verbale davanti agli investigatori – non aveva fatto il nome di Mandoliti che spunterà a distanza di giorni dopo che i due fratelli hanno avuto modo di parlare. Mandoliti, inoltre, è incensurato e soprattutto i due avvocati hanno contestato la competenza funzionale dell’arresto, poiché all’indagato non viene contestato l’articolo sette e quindi secondo Cinnante e Ingrosso la competenza territoriale sarebbe stata del tribunale di Cosenza. Per tutti questi motivi, i difensori di Modesto e Mandoliti hanno chiesto la scarcerazione dei loro assistiti. Il tribunale del Riesame si esprimerà nelle prossime ore. (a. a.)

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Redazione Cosenza Channel

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