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Analisi tattica: Cosenza superbo ma un po’… distratto

Analisi tattica: Cosenza superbo ma un po’… distratto

di Gianluca Gagliardi*
Non abbiamo visto un Cosenza diverso dalla solita squadra pratica, da cui si evince la consapevolezza di sapere di essere più forte e che non si scompone dinanzi ai rischi subiti nei primi minuti di gioco.

Il risultato finale di Cosenza-Melfi parla chiaro: un 3-0 non dà spazio ad altri pensieri se non uno… non c’è stata partita!
Pur essendo stata la squadra ospite a creare nei primissimi minuti due/tre nitide palle-gol mai ho avuto dubbi sul risultato finale (che per mera fortuna ho indovinato).
Troppo evidente la differenza tecnica-fisica e di esperienza – tra campo e panchina – tra le due squadre, resa ancora più evidente da un atteggiamento troppo spavaldo degli ospiti.
Romaniello (tecnico ospite) da me elogiato a fine campionato per essere stato l’allenatore “giovane” più bravo, visti i risultati ottenuti al suo battesimo di tecnico di prima squadra in una piazza importante e difficile come Caserta, ieri ha proposto i suoi con un 5-3-2 che a squadra schierata in fase di non possesso riusciva a limitare gli attacchi dei rossoblù. Ma era proprio quando entrava in possesso che correva i rischi maggiori!
Sicuramente un gruppo giovane e ancora inesperto (unica attenuante quella di essere stata assemblata da metà agosto in poi) a cui l’allenatore vuole trasferire la sua mentalità e vale a dire quella di giocarla sempre e comunque sia in casa che fuori.
E su questo penso non ci siano dubbi e ci troviamo pienamente d’accordo, ma il calcio su certe cose resta immortale al di là di quello che alcune volte si vuol far pensare di allenatori geniali e altri meno… Le idee vengono pensate e sviluppate dall’allenatore, ma poi gli attori sono sempre i giocatori. Come un film che spesso viene esaltato solo perché gli attori sono Al Pacino o Robert De Niro capaci di valorizzare ed esaltare più del dovuto le idee del regista.
Probabilmente, e glielo auguro, Romaniello ne trarrà giovamento più avanti quando incontrerà squadre del suo stesso livello.
Roselli presenta un Cosenza schierato con un 4-3-3 che grazie alle qualità e alla quantità (vista la corsa e capacità aerobiche) di Mungo nel corso della stessa partita si trasforma in 4-2-3-1 con il giocatore bravo ad alzarsi e giostrare tra le linee.
Di certo non abbiamo visto un Cosenza diverso dalla solita squadra pratica, da cui si evince la consapevolezza di sapere di essere più forte e non si scompone dinanzi ai rischi subiti nei primi minuti di gioco.
Ma visto che dobbiamo comunque analizzare è giusto evidenziare le cose negative emerse in una partita mediocre affinché si migliorino per il proseguo e in vista di incontri ben più consistenti, così come sono sicuro farà il tecnico Roselli.
Al di là del risultato e dell’avversario, troppi sono stati i rischi e i tiri subiti nello specchio da Perina, che hanno si confermato le ottime doti balistiche dello stesso portiere ma soprattutto evidenziato, come già successo contro il Taranto, una fase di non possesso e in particolare una linea difensiva troppo distratta e per nulla reattiva agli inserimenti dei giocatori ospiti a palla scoperta. Trattandosi per tre/quarti della stessa linea che abbiamo ammirato l’anno passato, non ho dubbi che sia solo una questione di condizione a livello individuale e non di meccanismi di reparto.
Altra negatività: l’atteggiamento. Va bene la consapevolezza, ma fare attenzione a che non si trasformi in presunzione perché il calcio è bello soprattutto perché imprevedibile e alcune volte regala sorprese. Non si possono regale tre palle gol in 15′ ad un avversario che, sulle ali dell’entusiasmo, se fosse andato in vantaggio avrebbe reso tutto più difficile oltre che a comportare un maggiore dispendio di energie fisiche e nervose. L’approccio deve essere sempre quello di una squadra “cattiva” e vogliosa di arrivare al gol senza “regalare” nulla.
Ultima annotazione, doverosa per la par condicio con i difensori, riguarda gli attaccanti. Non si può e non si deve sbagliare tanto, a prescindere del risultato, dell’avversario e del minuto di gioco.
Se questa sarà la lettura della partita e del risultato di ieri sera, sono sicuro che domenica vedremo un altro Cosenza.

*ex allenatore Cosenza e Triestina

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