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Analisi tattica: Mungo è la chiave del gioco. Per 45′ il vero Cosenza

Analisi tattica: Mungo è la chiave del gioco. Per 45′ il vero Cosenza

di Gianluca Gagliardi*
La Vibonese ha pagato la verve dei Lupi e un paio di disattenzioni individuali e di reparto. Roselli sarà soddisfatto della grinta e della determinazione dei suoi.

Dopo l‘infrasettimanale con il Melfi terminai la mia analisi sottolineando come fosse giusto evidenziare le cose negative emerse in una partita mediocre, affinché si migliorassero per il proseguo e in vista di incontri ben più consistenti.

Dissi che troppi erano stati i rischi e i tiri subiti da Perina, parlai in particolare di una linea difensiva troppo distratta e per nulla reattiva agli inserimenti dei giocatori ospiti a palla scoperta, addebitando il tutto solo ad una questione di condizione a livello individuale e non di meccanismi di reparto.

Evidenziai anche l’errato approccio e l’atteggiamento iniziale, addebitando agli attaccanti rossoblù scarsa cattiveria in fase realizzativa, sottolineando infine che se fosse stata questa la lettura della partita e del risultato, la domenica avremmo visto un altro Cosenza.

Beh, complimenti a Roselli e alla squadra tutta per aver sovvertito completamente le lacune evidenziate. Perina è stato inoperoso e il Cosenza ha sì lasciato giocare la Vibonese, ma senza subire più di tanto.

Logica conseguenza di una difesa più attenta e pronta (fisicamente e mentalmente) e di un approccio da derby, con un Cosenza subito in partita e capace di subire un solo tiro in porta, per giunta allo scadere del primo tempo e con il risultato già al sicuro. Il collettivo è stato altrettanto pronto a ripartire con la giusta veemenza e voglia di far male così da realizzare due gol nelle tre occasioni avute a conferma di una ritrovata praticità e cattiveria degli attaccanti.

Squadre a specchio con un 4-3-3 e con gli stessi interpreti delle partite precedenti (eccetto Ranieri per Capece tra i Lupi). Più dinamico e più portato al fraseggio quello Vibonese, più attendista e pronto a ripartire e verticalizzare quello dei padroni di casa.

Entrambe le formazioni lasciano spazio e tempo di giocata ai due “cervelli” posti davanti alle rispettive difese, con Giuffrida più esperto e quindi dotato della personalità giusta per ricevere costantemente palla dai difensori ed impostare. Mai, tuttavia, è riuscito a trovare la profondità se non con passaggi corti e in orizzontale. Merito del Cosenza, bravo a portare tutti gli effettivi dietro la linea della palla e a protezione della porta. Nonostante la buona volontà dell’unico calciatore che avrebbe potuto impensierire il Cosenza (Saraniti, ndr), sarebbe servito ben altro per procurare fastidio a Tedeschi e compagni.

La Vibonese aggredisce alto, ma non ha in Cogliati e Leonetti (i due esterni offensivi, ndr) la stessa stazza e cattiveria agonistica del compagno di reparto Saraniti.

I centrocampisti, così come la retrogurdia, si è ben comportata eccetto nelle occasioni dei gol dove, come sempre accade, ci sono stati degli errori di reparto.

Cosenza in campo con altro spirito, voglia e gamba rispetto all’incontro precedente. Ha costruito tutte le azioni del primo tempo sulla sua destra dove un ritrovato e arrembante Statella, in tandem con un Mungo devastante e accompagnati spesso dal buon Corsi, ha costantemente messo in difficoltà il malcapitato Sabato.

In occasione del primo gol, a margine di un’ottima iniziativa di Cavallaro a sinistra con conseguente cambio gioco su Statella, grande merito va dato proprio a Mungo. Il fantasista, anziché guardare il compagno puntare l’avversario, é andato rapidamente in sovrapposizione dello stesso, saltando facilmente in velocità il difensore ospite e rifinendo x Gambino, poi bravo nello girarsi e concludere.

Nella seconda rete bravo e abile Statella nel saltare e calciare a rete, ma dov’era il raddoppio di marcatura?

Questo per evidenziare come per far gol ci sia bisogno della qualità dei singoli (Mungo-Statella), mentre per non subirne ci sia bisogno della squadra intera.

Nel secondo tempo merito alla squadra del presidente Caffo di aver continuato a giocare e cercare la via della rete senza mai disunirsi, lottando su ogni pallone con la giusta mentalità. Merito dell’ottimo Costantino che riuscirà nell’impresa di raggiungere l’obiettivo prefissato ad inizio anno, potendo contare anche su una società tra le più organizzate e serie della Lega Pro.

Il Cosenza che si è limitato a gestire il doppio vantaggio senza ulteriori sussulti in fase offensiva e che è riuscito nell’impresa di vincere la seconda partita consecutiva in casa, cosa ma facile da realizzare. Complimenti!

*Gianluca Gagliardi, allenatore ex Cosenza e Triestina

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