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Falsi esami all’Unical, in aula due docenti: disconosciute diverse firme

Falsi esami all’Unical, in aula due docenti: disconosciute diverse firme

La teste ha dichiarato che facevano fede sia lo statino che il libretto universitario. Nel corso del suo esame ha riconosciuto altre firme che le sono state sottoposte dalle parti processuali.

E’ ripreso il processo sui presunti falsi esami all’Università della Calabria, dove gli imputati – a vario titolo – devono rispondere di falso e accesso abusivo nel sistema informatico dell’Unical. Secondo la Procura sarebbero emerse le condotte illecite di coloro i quali non hanno mai sostenuto gli esami e la firma del commissario esaminatore, presente negli statini, sarebbe totalmente falsa, nonché gli stessi sarebbero pieni di errori ortografici. Lo sostiene in giudizio il pm Antonio Bruno Tridico che, stamattina, ha sentito in aula davanti al giudice monocratico Lucia Angela Marletta due testi: la docente di Storia della filosofia Giuliana Mocchi e il docente Garritano di Ermeneutica. L’inchiesta nasce da un esposto presentato dall’ex Rettore dell’Unical, Giovanni Latorre, il quale denunciò le presunte irregolarità riscontrate nel registro che accerta l’effettivo svolgimento dell’esame. Dubbi che emersero quando il  preside della Facoltà di Lettere e Filosofie, Raffaele Perrelli fu sorpreso nel notare la propria firma, poi disconosciuta, in una seduta di laurea di uno studente. Nel corso delle precedenti udienze è emerso che l’Unical in quegli anni era alle prese con una situazione abbastanza confusionaria. Alcuni dirigenti già ascoltati hanno dichiarato che nel passaggio dal cartaceo al digitale ci fu molta disarmonia e disorganizzazione, motivo per il quale si sarebbero persi tanti statini poi buona parte ritrovati al termine delle indagini.

Udienze sempre molto vivaci, dove accusa e difesa lottano idealmente con il coltello tra i denti per dimostrare la colpevolezza degli imputati e al contrario l’assoluta innocenza. Oggi, come detto, è toccato alla teste Mocchi riferire in aula. La docente ha dichiarato, rispondendo a una domanda del pm, che per sostenere gli esami erano necessari sia gli statini che il libretto dove gli studenti registravano gli esami sostenuti, mentre altri suoi colleghi in precedenza avevano sempre dichiarato che valeva soltanto lo statino come ha detto in seguito il docente Garritano. La stessa, poi, ha disconosciuto tante firme che il pm gli ha sottoposto in visione, riferite agli statini sequestrati dalla Digos di Cosenza che ha condotto le indagini. Altre invece le ha riconosciute. Il processo è stato aggiornato al prossimo 17 ottobre. (a. a.)

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