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Filippini: «Sono onesto, ho ancora 30′ nelle gambe»

Filippini: «Sono onesto, ho ancora 30′ nelle gambe»
Photo Credit To Salvatore Mannarino

Il nuovo attaccante: «Al Cosenza ho detto subito di sì. Non dobbiamo porci limiti, perché l’anno scorso il Pordenone non era considerato ed è arrivato secondo…».

E’ l’ultimo arrivato in casa rossoblù, ma c’è chi giura che Roselli non lo releghi affatto in fondo alle gerarchie dell’attacco. Il biglietto da visita non è niente male e le 8 reti in 24 match realizzate a Pordenone, con l’obiettivo playoff sfumato al cospetto del Pisa di Gattuso in semifinale, danno modo ai tifosi dei Lupi di aspettarsi il meglio dall’esterno bresciano. Ha esordito nella gara vinta contro il Melfi, mentre domenica non ha giocato. «Non ho fatto fatica ad inserirmi perché ho trovato dei ragazzi già che conoscevo, in più la città è splendida. Con Roselli stiamo impostando il futuro e ho colto subito che lavora molto bene». Il 4-3-3 disegnato dal trainer umbro per sfruttare al meglio le qualità degli esterni offensivi che ha in organico, sembra essere un vestito ritagliato a misura per lui. «Ho ricoperto tanti ruoli in carriera, ho fatto perfino la mezzala. Il modulo non è una priorità, mi abituo a far tutto: dove dice di giocare il mister io gioco. La Reggina? E’ un’incognita in quanto ripescata, ma in casa daranno tutto». Un minimo di rammarico potrebbe provarlo, con Cavallaro ko, per non essere ancora pronto. «Sono al 30-40 per cento e la mia struttura fisica ha bisogno di un po’ di tempo, ma credo che basteranno quattro o cinque gare per rimettermi in sesto. Rammarico comunque non ne ho perché per fortuna non ho problemi fisici. Ad oggi, parlando con la massima onestà, ho al massimo mezz’ora nelle gambe». Per ciò che concerne le aspettative, Filippini ha le idee chiare: «Io accettato quasi subito l’occasione e sono arrivato in Calabria con la priorità di far meglio del quinto posto dell’ultimo anno. Il mio pensiero viaggia su questi binari, compreso a livello personale fare più degli otto gol realizzati fino a maggio scorso. La nostra squadra ha grandi margini di miglioramento e non dobbiamo porci limiti. Di certo ci sono Lecce e Foggia fuori portata, ma anche l’anno scorso il Pordenone non era affatto considerato e poi è arrivato secondo». In carriera ha disputato soltanto una decina di mesi al meridione, equamente divisi tra Salerno e Manfredonia. «La palla è tonda per tutti, ma il calore della gente qui al sud è completamente differente». (Antonio Clausi)

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